Fiumicino, intossicati 2 addetti al lavoro nel Terminal 3. Ancora disagi per i passeggeri, il Codacons: “Danni per 10 milioni”
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fonte:
- Repubblica.it
A due giorni dall’ incendio che ha devastato l’ area transiti del Terminal 3, la situazione all’ aeroporto di Fiumicino va via via tornando alla normalità. La capacità operativa dello scalo, come annunciato già ieri da Enac, è passata dal 50% al 60%, anche se non mancano però disagi per i passeggeri alle prese con voli cancellati. Su un centinaio di aerei in partenza dalle 4 alle 10, ne risultano finora cancellati oltre 30, ma tutti gli altri che sono partiti lo hanno fatto finora in orario. Al Terminal 1 ci sono molti passeggeri intenti ad effettuare le abituali operazioni di check-in o mentre varcano gli ingressi che portano all’ area imbarchi. “Sarei dovuto partire questa mattina alle 9.25 da Roma per Cagliari, ma il mio volo, quando sono arrivato a Fiumicino, l’ ho trovato cancellato. Pazienza, mi son detto – commenta Giuseppe Ragatzo, un giovane di Cagliari -. Vorrà dire che proverò a trovarne un altro e se non sarà proprio per Cagliari, l’ importante è che sia un volo per la Sardegna. A questo punto – conclude ridendo – mi interessa soltanto raggiungere l’ isola”. Una trentina di persone è invece in fila davanti ai banchi informazioni dell’ Alitalia che ha annunciato ancora per domenica e lunedì voli ridotti del 40 per cento. La compagnia e la società di gestione Aeroporti di Roma stanno però assistendo i passegeri con un’ apposita task force. Secondo Adr già ieri sono decollati ed atterrati circa 760 voli che rappresentano l’ 82% dell’ operatività programmata. Di questi 550 sono internazionali, 110 nazionali. Adr sottolinea come, nel giorno stesso dell’ evento, lo scalo è stato in grado di garantire quasi 450 voli, di fatto limitando al minimo necessario i tempi di chiusura, dettati da ragioni di sicurezza come previsto dagli standard stabiliti dalle vigenti normative in materia. A tutto ciò va aggiunta poi anche la distribuzione gratuita di bottigliette d’ acqua. Decine di tecnici della Belfor Italia, azienda leader per il cosiddetto “disaster recovery” incaricata da AdR, sono intanto al lavoro da questa mattina al Terminal 3 dell’ aeroporto di Fiumicino, quello interessato dal vasto incendio di tre giorni fa che ha mandato in fumo gran parte dell’ area commerciale. Gli addetti, una trentina in tutto, stanno cercando di verificare lo stato delle strutture andate a fuoco. Sarà poi proprio la stessa società, che già da ieri ha cominciato le opere di pulizia del terminal, a programmare il ripristino dell’ area, una volta che la Procura di Civitavecchia – che ha aperto un’ inchiesta per incendio colposo – avrà dissequestrato l’ area. Ieri il pm titolare del fascicolo ha voluto verificare di persona l’ entità dei danni provocati dalle fiamme ispezionando l’ area coinvolta dall’ incidente. Al momento non ci sono indagati. “Entro una settimana – dice Adr – sarà riaperta l’ area di imbarco”. Nelle prime ore del mattino, grazie proprio all’ attività di bonifica, è stato possibile riaprire un varco al terminal 3 per permettere ai passeggeri di raggiungere le aree di imbarco G, attraverso il trenino, ed H dedicate ai voli internazionali. Le analisi eseguite nell’ area interessata dal transito dei passeggeri confermano che non ci sono rischi per la salute dei viaggiatori e dei lavoratori, fa sapere Adr. Ieri però due addetti allo scalo sono stati soccorsi e refertati per intossicazione. All’ interno di alcuni punti del terminal 3 l’ aria è ancora molto pesante a causa del materiale bruciato dalle fiamme. Gli operatori aeroportuali, così come gli addetti alla ristorazione nei bar o i tecnici presenti allo scalo, indossano anche oggi mascherine antifumo. Il Codacons intanto ha presentato un primo bilancio del risarcimento danni dovuto ai passeggeri. Secondo l’ associazione ammonterebbe a 10 milioni di euro. “Accanto al caos e ai disagi vissuti all’ aeroporto di Fiumicino, si apre ora un altro fronte, quello di chi, a causa della cancellazione dei voli, ha subito un danno materiale tangibile – spiega l’ associazione -. Si tratta di cittadini che avevano prenotato e pagato brevi vacanze all’ estero o in Italia, e che non hanno potuto raggiungere le mete di destinazione perdendo l’ intera quota del pacchetto, notti in strutture alberghiere o singoli giorni di vacanza. Ci sono poi coloro che, non sapendo quando avrebbero potuto ripartire da Fiumicino, hanno sostenuto spese per trasferimenti alternativi (treno o auto a noleggio) o per pernottamenti in hotel. In loro favore il Codacons ha deciso di lanciare oggi una azione legale volta ad ottenere il risarcimento dei danni subiti”.
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