16 Maggio 2015

Fiumicino e Malpensa in tilt, caos nei cieli

Fiumicino e Malpensa in tilt, caos nei cieli

guasto a un radar a roma, bomba d’ acqua sull’ aeroporto lombardo: ritardi e voli bloccati. disagi a palermo e catania.
ROMA. Nel giorno in cui sono arrivati i primi indagati per l’ incendio al Terminal 3 della settimana scorsa, l’ aeroporto di Fiumicino ha vissuto un’ altra giornata difficile per un guasto al radar del centro di controllo Enav di Ciampino. Ritardi e voli bloccati, anche se per l’ Ente nazionale di assistenza l’ anomalia tecnica, verificatasi intorno alle 13.30, è durata solo una decina di minuti. E intanto a Milano Malpensa una bomba d’ acqua con fulmini e vento ha fermato tutti i voli per 45 minuti tra le 14 e le 15. È crollato un controsoffitto davanti alla zona arrivi, che era stata già evacuata, a completare il giorno nero dei due maggiori aeroporti italiani. Il problema più grave a Roma. Al Centro di controllo di Ciampino si è verificato un rallentamento nella presentazione dei dati radar, ha spiegato l’ Enav: «I sistemi di riserva previsti sono immediatamente entrati in funzione. Alcuni voli in arrivo a Fiumicino e Ciampino sono stati fatti atterrare su altri scali». Secondo l’ Ente, il traffico aereo sugli aeroporti di Roma non è mai rimasto bloccato. Ma ci è voluto del tempo perché il sistema riprendesse la piena funzionalità e le operazioni di decollo e di atterraggio, rallentate dai controllori di volo per motivi di sicurezza, ritornassero ad una completa normalità. In conseguenza al rallentamento delle operazioni si sono verificati ritardi di oltre un’ ora a Fiumicino, in particolare per i voli Alitalia diretti a Milano Linate, Cagliari, Catania e Palermo, o quelli per Stoccolma (Sas), Vienna e Lione (Easy Jet). Oltre che agli aeroporti della Capitale, l’ avaria ha creato disagi anche negli scali del centro -sud. Tutti i voli dello spazio aereo del centro sono stati deviati su altre rotte. In serata fonti di Aeroporti di Roma hanno fatto sapere che solo il 2,7% per dei voli ha subito ritardi a Fiumicino e che lo scalo è tornato alla piena operatività dopo l’ incendio della scorsa settimana al Terminal 3. Ma secondo il Codacons i passeggeri hanno diritto a un risarcimento. E Usb denuncia nuovi malori per le esalazioni tra i lavoratori del Terminal colpito dal rogo. Il sindaco di Fiumicino Esterino Montino – il Comune è socio pubblico in Aeroporti di Roma – accusa il gestore di «deregulation per fare cassa». Non bastasse, a Fiumicino ieri si sono vissuti momenti di paura al Terminal 1 dove intorno alle 14 si è visto del fumo ed è scattato l’ allarme antincendio. Ma si trattava solo di un cestino che bruciava e l’ allarme è presto rientrato. A Malpensa intanto una bomba d’ acqua che ha investito varie zone della provincia di Varese dalle 14 alle 15 ha colpito anche l’ aeroporto. In un’ ora sono caduti cento millimetri di pioggia e 1.900 fulmini in un raggio di 20 chilometri. Rallentamenti sono stati segnalati sulla linea dei treni del Malpensa Express, mentre la strada statale 336 si è allagata: per tre quarti d’ ora sulle piste non ci sono stati né decolli né atterraggi. Undici i voli in arrivo che sono stati dirottati, cinque dei quali a Milano Linate. Il contro soffitto crollato nella zona arrivi di Mal pensa non ha provocato feriti perché l’ area era già stata evacuata alle prime infiltrazioni d’ acqua, ha reso noto la Sea, che gestisce gli scali milanesi. Tornando ancora a Fiumicino, per l’ incendio che la settimana scorsa ha distrutto la parte commerciale del Terminal 3, cinque operai della ditta alla quale era affidata la manutenzione degli impianti di condizionamento dello scalo romano sono indagati dalla Procura di Civitavecchia per il reato di concorso in incendio colposo. Gli accertamenti, coordinati dal procuratore Gianfranco Amendola e affidati al pm Valentina Zavatto, avrebbero evidenziato il loro coinvolgimento da alcuni filmati del sistema a circuito chiuso e da alcune telefonate. In alcuni video infatti si vedono i 5 lavorare nella sala dove si è sviluppato il rogo che ha mandato in fumo mille metri quadri. I cinque nei giorni precedenti il rogo, avrebbero attivato un condizionatore portatile per ovviare al surriscaldamento di un quadro elettrico. Il condizionatore però si spegneva poiché non era collegato all’ esterno e da qui il corto circuito e l’ incendio. Si attendono ora anche i risultati delle analisi disposte dalla Asl sullo stato di salubrità delle aree interessate dall’ incendio. A questo proposito martedì 19 maggio la commissione d’ inchiesta sul fenomeno degli infortuni sul lavoro sentirà i rappresentanti della società Adr e i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil proprio sui temi di sicurezza e salubrità degli ambienti di lavoro.
 

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