7 Agosto 2014

Fiumicino, ancora bloccati 14mila bagagli

Fiumicino, ancora bloccati 14mila bagagli

FLAMINIA SAVELLI CAOSbagagli Alitalia: terzo giorno da bollino rosso per i passeggeri del Leonardo da Vinci di Fiumicino dove anche ieri si sono registrati ritardi nei voli e nella riconsegna delle valigie a causa della protesta del personale di terra della compagnia di bandiera. Sono così saliti a 14mila i bagagli in attesa di essere imbarcati mentre gli aerei hanno subito ritardi di un’ ora. E pure per oggi potrebbero registrarsi ulteriori rallentamenti. Ad accendere la miccia della polemica, che da lunedì sta preoccupando i vertici aeroportuali, sono stati i 1.590 esuberi annunciati da Alitalia, previsti dal nuovo accordo con l’ Ethiad. E in cima alla lista ci sono 200 addetti handling. Ma nel braccio di ferro tra dipendenti e la dirigenza sono finiti i viaggiatori in transito costretti ad attese di oltre un’ ora davanti al nastro nero per il ritiro bagagli mentre, ad altri, è andata addirittura peggio: i passeggeri sul volo Az atterrato da Venezia nel pomeriggio non hanno neanche potuto ritirare il bagaglio che è rimasto nella stiva. Stessa triste disavventura per i passeggeri in arrivo da Cagliari: «Ho preso un volo da Cagliari e a Fiumicino dovevo solo fare un breve scalo di un’ ora prima di imbarcarmi ancora per Boston», racconta Federica Rotili, una passeggera: «il volo è arrivato con il carico ma una volta atterrati è rimasto a bordo e l’ aereo è ripartito con la mia valigia. Un incubo ». Centinaia di segnalazioni sono già arrivate al Codacons, associazione dei consumatori: «Si tratta di turisti» spiega il presidente Carlo Rienzi «che arrivati a destinazione hanno dovuto affrontare i soggiorni senza beni personali perchè i loro bagagli sono rimasti a terra. Una situazione che legittima i viaggiatori a chiedere il risarcimento dei danni». E proprio per cercare di ridurre i disagi nell’ aeroporto, dove in questi giorni si registrano una media di 140 mila transiti al giorno, la società di gestione Aeroporti di Roma (Adr), in stretto coordinamento con l’ Ente nazionale dell’ Aviazione Civile (Enac), ha messo in campo per l’ emergenza Alitalia una task force composta da 200 addetti. Sono operativi dalla notte di martedì e hanno preparato 1.000 bagagli destinati ai voli di Alitalia di ieri mattina e hanno proseguito per tutta la giornata. Non abbastanza comunque per risol- vere la situazione. E infatti, sebbene la stessa compagnia di handling ha più volte ribadito che «la situazione sta tornando alla normalità», l’ hangar dell’ aeroporto destinato allo smistamento ancora ieri, intorno alle 13, era ingolfato di bagagli con centinaia di carrelli per il trasporto e 14mila borse rimaste a terra sotto il sole cocente. Intanto cresce la preoccupazione e aumenta la tensione tra i dipendenti dell’ Alitalia che ieri mattina si sono incontrati in un’ assemblea spontanea all’ ingresso del pronto soccorso dell’ aeroporto per discutere della drammatica situazione. Avviliti, preoccupati e stanchi per quanto sta accadendo nelle ultime ore hanno poi chiesto, senza successo per il momento, di essere ricevuti dall’ Enac per un ulteriore confronto: «Noi non ci stiamo astenendo dal servizio e non siamo affatto contrari con il nuovo accordo Ethiad – spiega uno dei partecipanti – ma questi licenziamenti per noi non sono legittimi ». E ancora: «Il nostro non è uno sciopero – ha sottolineato – stiamo semplicemente applicando alla lettera il contratto di lavoro per far capire alla società che è una follia tagliare proprio sul personale di terra. Già in queste condizioni, come dimostra quello che sta accadendo negli ultimi giorni a Fiumicino, siamo in pochi. Devono ascoltarci». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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