23 Aprile 2020

Fisco,un giugno caldo Valanga di cartelle se non ci sarà il rinvio

Marianna Berti Cartelle sospese, pensioni anticipate, rate del mutuo rinviate. In tempo di emergenza Coronavirus cambia il calendario delle scadenze fiscali, della riscossione degli assegni e degli impegni verso le banche. L’ Agenzia delle Entrate fa sapere di avere bloccato l’ invio trafebbraio e marzo di 3 milioni di cartelle e 2,5 milioni di atti. Per evitare file agli sportelli le pensionisaranno accreditate già dal 27 delmese, confermano le Poste. E l’ Abi, insieme ai consumatori, firma una moratoria sui finanziamenti fatti dalle famiglie per acquistare o ristrutturare. Ma il direttore delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, parlando in audizione alla Camera, avverte che lo stopper gli accertamenti vale sicuramente fino a maggio, dopo di che senza la proroga di due anni per passare ai fatti e richiederei versamenti, l’ Agenzia «procederà a notificare 8,5 milioni di atti nei confronti dei contribuenti», tra avvisi bonari, comunicazioni, lettere di compliance. Da giugno scatterà «l’ obbligo» di agire, andando a bussare alla porta dei cittadini, nel caso salti la norma inserita nel dl Cura Italia, mette in guardial’ Agenzia. Il direttore, guardando alla conversione in legge del decreto, tiene a precisare come la proroga biennale sui termini di decadenza dell’ attività sia una disposizione a «tutela dei contribuenti», mentre per l’ Agenzia non ci sarebbero impedimenti tecnici per inviare milioni di notifiche entro la fine dell’ anno. L’ Agenzia, chiarisce, «è perfetta mente in grado» di passare alle notifiche entro le scadenze. Questo senza contare che per l’ anno ci sono altri 17 milioni di atti in capo alla Riscossione, di una fetta non trascurabile composta da cartelle. Insomma una valanga di avvisi da recapitare a partire dall’ estate. Incalzato dai deputati su possibili provvedimenti di «pace fiscale», Ruffinirimarca come non gli competano ma sia proprio materia del Parlamento, posto che se si sono messe in campo misure in questo senso nelle passate crisi oggi le difficoltà sono «acuite» di fronte agli effetti di una pandemia di portata ancora difficilmente misurabile. Intanto i crediti cumulati, incirca venti anni, sono lievitati a 954 miliardi di euro. Circa il 45% dei contribuenti ha debiti sotto i mille euro che pert) non arrivano a coprire nemmeno il La sede dell’ Agenzia delle Entrate 2% del «magazzino» totale. Oltre il 65% dell’ ammontare è invece imputabile a quell’ 1,3% che ha debiti superiori a500 mila euro. Il problema è che a causa del tempo passato, c’ è chi è fallito, chi semplicemente non c’ è più. Con il risultato che il 40% della cifra complessiva ormai è «difficilmente esigibile». Per dare fiato alle famiglie si sono attivate an chele banche e le associazioni dei consumatori. L’ intesa raggiunta con l’ Abi dà la possibilità di mettere in stand-by fino a 12 mesi la quota capitale delle rate dei mutui erogati entro la fine di gennaio. L’ obiettivo è coprire quanti pur essendo inunasituazione critica non rientrano nel paracadute già previsto dal Governo (tramite il Fondo Gaspari ni). Il beneficio put) essere richiesto qualora si perda il lavoro, si registri una contrazione dell’ attività o si sia direttamente colpiti dal virus. Secondo le stime del Codacons, potrebbero accede re alla nuova moratoria tra gli 800 e i 900 mila titolari di mutuo. Sullo stesso ordine di grandezza il numero di persone che potrà godere dell’ anticipo e dello scaglionamento delle pensioni.

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