FISCO: SE EQUITALIA SBAGLIA ED EMETTE UNA CARTELLA PAZZA DEVE RISARCIRE I DANNI
FISCO: SE EQUITALIA SBAGLIA ED EMETTE UNA CARTELLA PAZZA DEVE RISARCIRE I DANNI
IL GIUDICE DI PACE DI ROMA CONDANNA EQUITALIA: 2.000 EURO DI RISARCIMENTO E 1.500 EURO DI SPESE LEGALI IN FAVORE DEL PRESIDENTE DEL CODACONS CUI AVEVANO IPOTECATO PER ERRORE LA CASA
E INTANTO LA CORTE DI APPELLO DI ROMA DOVRA’ DECIDERE SE I FUNZIONARI HANNO COMMESSO ANCHE UN ABUSO DI ATTI D’UFFICIO METTENDO UNA IPOTECA PER UN DEBITO COSI’ BASSO
Il Giudice di Pace di Roma dà ragione al presidente del Codacons, Carlo Rienzi, e annulla l’ipoteca sulla sua casa e lo stato di fermo del suo veicolo derivanti da una cartella pazza emessa da Equitalia.
Il Giudice di Pace di Roma – spiega il Codacons – ha accolto la domanda avanzata da Rienzi, annullando l’iscrizione d’ipoteca sulla sua abitazione, nonché il preavviso di fermo della sua automobile. Tali provvedimenti, sorti in seguito all’emissione di una cartella pazza da parte di Equitalia, sono risultati del tutto ingiustificati e per questo non solo sono stati annullati, ma è stato disposto in favore di Carlo Rienzi un risarcimento pari a 2.000 euro a carico di Equitalia-Gerit, che inoltre dovrà pagare le spese processuali pari a 1.500 euro.
Nella sentenza il Giudice di Pace di Roma Antonino Margani scrive:
“Il Giudice di pace accoglie la domanda e annulla l’iscrizione d’ipoteca sull’immobile, nonché il preavviso di fermo del veicolo, ordinando all’Equitalia Gerit di provvedere alla cancellazione di entrambi i provvedimenti a proprie spese;
Condanna l’Equitalia Gerit S.P.A e il Comune di Roma in solido al risarcimento del danno subito dall’attore nella misura di E. 2.000,00 oltre interessi dalla data di pubblicazione della sentenza.
Condanna L’Equitalia Gerit e il Comune di Roma in solido al pagamento delle spese processuali liquidate in E. 1500,00 oltre CPA e IVA come per legge”.
Si tratta di una sentenza molto importante che apre la strada ai risarcimenti in favore di tutte quelle vittime delle cartelle pazze emesse da Equitalia – spiega Carlo Rienzi – Ora attendiamo la pronuncia della Corte d’Appello di Roma, che dovrà decidere se i funzionari che hanno emesso l’errata cartella esattoriale per un debito di bassa entità, assolti in primo grado, siano colpevoli o meno del reato di abuso di atti d’ufficio”.
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