23 Gennaio 2011

FISCO: PROCURA DI ROMA CHIEDE RINVIO A GIUDIZIO PER EQUITALIA PER ABUSO DI ATTI DI UFFICIO PER AVER EMESSO UNA CARTELLA PAZZA

LA DENUNCIA PRESENTATA DAL PRESIDENTE CODACONS CARLO RIENZI, PALADINO DI MIGLIAIA DI CITTADINI VESSATI CON LO STESSO METODO, VITTIMA DI IPOTECA SULLA CASA PER UN DEBITO POI ACCERTATO INESISTENTE NUOVI GUAI PER ATTILIO BEFERA CHE A MI MANDA RAITRE AVEVA MINACCIATO IL PRESIDENTE DEL CODACONS DI QUERELA PER AVERE OSATO DENUNCIARE LO SCANDALO DELLE CARTELLE PAZZE

IL CODACONS CONSEGNERA’ ORA AI GIUDICI MIGLIAIA DI SEGNALAZIONI DEI CITTADINI SULLE CARTELLE PAZZE

Finalmente saranno puniti gli esattori di Equitalia che assillano i cittadini attraverso l’invio di cartelle pazze. Grazie ad una denuncia del Codacons, infatti, la Procura di Roma ha riconosciuto le tesi dell’associazione, chiedendo il rinvio a giudizio di un funzionario della società di riscossione, per il reato di abuso di atti d’ufficio, per aver costui emesso una cartella esattoriale assolutamente sballata e relativa ad un debito inesistente.

I fatti – come riportato integralmente sul blog www.carlorienzi.it – sono i seguenti:

nel 2009 – subito dopo la partecipazione al programma “Mi manda Raitre” durante il quale attaccò il Direttore dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, sul tema della cartelle pazze – il Presidente Codacons, Carlo Rienzi, riceve senza alcun preavviso da Equitalia la notifica di un fermo amministrativo e l’iscrizione di una ipoteca sulla propria abitazione, provvedimenti riconducibili ad alcune sanzioni non pagate. La gravità della cartella esattoriale, risiede nel fatto che tale iscrizione ipotecaria è avvenuta per un presunto debito di 4.824 euro, mentre la legge (art. 76 del D.P.R. 602/73) stabilisce che l’ipotea immobiliare può essere avviata solo ed elusivamente per debiti superiori a 8.000 euro.

Ma c’è di più. Le pretese economiche di Equitalia erano state già impugnate da Rienzi dinanzi al Giudice di Pace, dichiarate cessate dalla Commissione Tributaria, o estinte attraverso il pagamento degli importi dovuti.

Di fronte all’abnorme e illegittimo provvedimento della società di riscossione, il Presidente Codacons presentò una formale denuncia presso la Procura della Repubblica di Roma, i cui esiti possono ora definirsi clamorosi.

Il Pubblico Ministero, dott. Pierfilippo Laviani, ha infatti chiesto il rinvio a giudizio nei confronti del funzionario di Equitalia M. M., per il reato previsto dall’art. 323 del Codice Penale, ossia abuso di atti d’ufficio (reato punibile con la reclusione da sei mesi a tre anni), e il Gip Luciano Imperiali ha fissato l’udienza per il prossimo 2 febbraio.

Nuovi guai quindi per il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, che oltre a ritrovarsi i suoi funzionari a rischio galera, dovrà imbattersi in una cascata di denunce dei contribuenti contro le cartelle pazze, raccolte dal Codacons sul blog www.carlorienzi.it , denunce che saranno depositate ai Giudici.

Sempre sul blog www.carlorienzi.it/?p=359il Codacons ha pubblicato tutti gli atti inerenti la vicenda, e le segnalazioni giunte dai cittadini in tema di cartelle pazze.

  • 26/1/2011 – Comunicazione di Equitalia al Codacons (CLICCA QUI PER LEGGERE) e ns. risposta:

    E dopo le cartelle pazze… i comunicati stampa pazzi!!

    “Evidentemente i funzionari di Equitalia, comprese le relazioni esterne dell’ente, sono troppo impegnati ad arginare il fenomeno delle cartelle pazze per prendersi la briga di leggere un atto di appena due paginette. Se avessero infatti esaminato gli atti e il relativo comunicato del Codacons, si sarebbero accorti non solo che l’associazione non hai mai parlato di decisione di rinvio a giudizio (ma semplicemente di richiesta di rinvio a giudizio da parte del Pm), ma anche che nell’avviso del Tribunale penale di Roma vi era scritto “in relazione alla richiesta di rinvio a giudizio depositata dal Pubblico Ministero…”.

    Insomma, Equitalia dimostra ancora una volta una certa approssimazione, e fa specie notare come non si sia minimamente preoccupata di prendere posizione in merito all’illegittima ipoteca su un immobile disposta in violazione palese delle norme vigenti.

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