9 Agosto 2001

Fisco più leggero sui guadagni di Borsa.

Fisco più leggero sui guadagni di Borsa.

Accolto il ricorso del Codacons contro il provvedimento del Ministero delle Finanze che tassava i redditi virtuali. Centinaia di miliardi dovranno essere restituiti ai risparmiatori. L`ordinanza del Tar dispone che ora l`amministrazione finanziaria modifichi il provvedimento.

Milano. Oggi gli investitori avranno un buon motivo per consolarsi della cattiva performance delle Borse di questi ultimi mesi. E` stata infatti sospesa l`applicazione della tassazione dei capital gains “virtuali“, ossia sui cosiddetti guadagni di Borsa maturati ma non riscossi. La decisione è stata adottata dal Tar del Lazio, che ha accolto un ricorso del Codacons, l`associazione dei consumatori, e chiesto all`amministrazione finanziaria di modificare il provvedimento. Centinaia di miliardi dovranno quindi essere restituiti ai risparmaitori. Si tratta di una vittoria importante per investitori e piccoli azionisti, che abolisce una metodologia di imposizione fiscale che finiva con il tassare anche le perdite in conto capitale.


Con l`intento di eguagliare la tassazione per i singoli azionisti a quella applicata al risparmio gestito, che è realizzato da operatori professionale come le banche, il precedente legislatore ha introdotto la tassazione della rendita virtuale dei redditi finanziari, che finisce con il colpire anche le perdite. Le plusvalenze determinate dalla differenza tra il prezzo di acquisto di un titolo e il valore di scambio sul mercato dello stesso al 31 dicembre, dal 2000 in poi sono colpite dal fisco a prescindere dalla considerazione che successivamente al 31 dicembre la vendita del titolo possa avvenire in perdita, determinando in tal modo una minusvalenza.


Questo sistema – scrive il Codacons – è gravemente lesivo degli interessi dei cittadini e viola sia l`art. 3 della Costituzione che l`art. 53 della stessa, in quanto la capacità di contribuzione deve essere commisurata agli effettivi guadagni e deve essere eguale per tutti i cittadini senza consentire situazioni di sperequazione. Così il provvedmento in oggetto finisce per premiare chi vende i titoli prima del 31 dicembre a pochi mesi dall`acquisto e non oltre l`anno dall`acquisto e di sicuro danneggia i consumatori che troveranno più conveniente rivolgersi agli organismi di investimento collettivi come le banche o gli operatori professionali, che farlo da sé.


Il Codacons dinanzi al Tar ha sollevato anche questione di legittimità costituzionale ricordando che la Corte Costituzionale (n. 156 del 2001) seppure riconoscendo la discrezionalità del legislatore nella determinazione dei criteri di tassazione anche su redditi virtuali ha stabilito che essa non deve assumere caratteristiche di arbitrarietà che il Codacons ha invece rinvenuto in questo decreto. L`ordinanza del Tar dispone inoltre che, nel modificare il provvedimento, l`amministrazione finanziaria ascolti il Codacons, in modo da dare giusta tutela ai consumatore e ai loro risparmi.

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