7 Marzo 2012

FISCO: GRILLI, DA OTTOBRE AUMENTO IVA AL 23%

    FISCO: GRILLI, DA OTTOBRE AUMENTO IVA AL 23%

    CODACONS: STANGATA DA 418 EURO, EVITABILE SE GOVERNO COMBATTESSE L’EVASIONE DELL’IVA DENUNCIATA DALLA CORTE DEI CONTI


    MONTI ABBASSERA’ IL DEBITO AMMAZZANDO L’ITALIA E GLI ITALIANI


    Il viceministro dell’Economia Vittorio Grilli ieri a Ballarò ha spiegato che, dato che non ci sono tesoretti, ad ottobre scatterà l’Iva al 23%.
    Per il Codacons evidentemente il Governo Monti non si accontenta di risanare i conti azzerando il deficit, ma vuole abbattere il debito anche a costo di ammazzare l’Italia e gli italiani. Una scelta sciagurata, anche in considerazione del fatto che debito e deficit sono sempre considerati in rapporto al Pil e che non potrà esserci crescita nel nostro Paese se il Governo, già obbligato a ridurre  la spesa pubblica, va ad incidere anche sui consumi già in calo, ossia su una componente fondamentale della domanda.
    Evidentemente il Governo si è dimenticato della denuncia della Corte dei Conti che per l’Iva ha evidenziato un  tax gap superiore al 36%, di gran lunga il più elevato tra i grandi Paesi europei, con l’eccezione della Spagna. Dati sconcertanti che dimostrano come una seria lotta all’evasione consentirebbe di scongiurare l’aumento dell’Iva di ottobre.
    Se si aumentasse l’Iva dal 21 al 23% si tratterebbe di una stangata che per la famiglia media Istat da 2,5 componenti sarebbe pari, su base annua, a 352 euro, limitandosi a calcolare il solo effetto diretto, senza cioè arrotondamenti dei prezzi. Per una famiglia di 3 persone sarebbe una tassa da 418 euro, sempre senza arrotondamenti.
    Incassi, però, che sarebbero ben inferiori a quelli che si otterrebbero se il Governo recuperasse anche solo il 10% dell’evasione denunciata dalla Corte dei Conti.

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