22 Febbraio 2012

FISCO: DA “DIMORE STORICHE” MINORI INCASSI PER LO STATO PARI A CIRCA 1 MILIARDO DI EURO

FISCO: DA “DIMORE STORICHE” MINORI INCASSI PER LO STATO PARI A CIRCA 1 MILIARDO DI EURO

IL CODACONS DENUNCIA: IN ITALIA AGEVOLAZIONI FISCALI PER 40.000 IMMOBILI DI INTERESSE STORICO E ARTISTICO


DIFFIDATI IL GOVERNO E L’AGENZIA DELLE ENTRATE AD APPLICARE LA LEGGE ANCHE NEI CONFRONTI DI TALI STRUTTURE

Una ricerca del Codacons stima in circa 40.000 le dimore storiche e artistiche esistenti nel nostro paese; di esse oltre 2.000 sono destinate ad attività lucrative. Tali strutture, grazie alla legge n. 1089 del 1939, godono di una serie di agevolazioni sul piano fiscale quali: la riduzione media dell’Ici (75%); l’esenzione dalle tasse di donazione e successione; la detrazione di imposta per i lavori di manutenzioni e restauro al 19% dell’irpef (per l’ires riduzione pari alla spesa per l’imponibile); contributo dello Stato a fondo perduto in conto capitale fino al 50% di spesa; riduzione imposta di registro (aliquota ridotta al 3% anziché all’8%); per le locazioni di unità abitative di durata annuale canone libero tassato sulla base della rendita catastale calcolata con le tariffe d’estimo più basse della zona di riferimento; in tema di polizze assicurative danni edificio esenti da imposta.
Tale stato di cose – denuncia il Codacons – si pone in insanabile contrasto con gli artt. 3, 9 e 53 della Costituzione, rispettivamente per la disparità di trattamento tra cittadini che si trovano in identiche situazione fiscali ma con diversa contribuzione applicata; per la tutela dei beni storico artistici che viene assicurata mediante sgravi e riduzioni che ricadono su tutta la collettività ma di cui beneficiano i singoli proprietari; per il contributo proporzionale al gettito delle entrate determinato dalla capacità di guadagno.
Le agevolazioni di cui godono tali strutture, infatti, produce un minor introito per le casse dello Stato pari a circa 1 miliardo di euro, pur essendo gli immobili in questione spesso utilizzati per feste private e matrimoni, o affittati a carissimo prezzo, rendendo enormi profitti ai loro proprietari, in genere famiglie della passata nobiltà romana.
Per tale motivo il Codacons ha presentato oggi una formale diffida al Presidente del Consiglio Mario Monti, all’Agenzia delle Entrate e alla Guardia di finanza, in cui si chiede di effettuare controlli a tappeto sugli immobili considerati di interesse storico e artistico, e di assicurare il rispetto delle disposizioni vigenti, al fine di evitare da un lato disparità di trattamento tra contribuenti, dall’altro un danno economico enorme per l’Erario. Della questione il Codacons ha debitamente informato anche la Corte dei Conti, affinché valuti eventuali danni erariali per la collettività.

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