10 Maggio 2009

FISCO: CODACONS, DOPO NOSTRE DENUNCE ARRIVA IL ‘DISPETTO’

          
            (ANSA) – ROMA, 10 MAG – "Nessuna querela ma una bella
ipoteca sulla casa. Così Attilio Befera (Equitalia) sembra
essersi rifatto delle denunce per le cartelle pazze fatte negli
ultimi anni dal Codacons e dal suo presidente Carlo Rienzi".
   E’ la stessa associazione dei consumatori a denunciare il
presunto ‘dispetto’ da parte dell’amministrazione fiscale per le
polemiche sorte all’indomani della puntata di "Mi Manda
Raitre" dedicata alle cartelle pazze, in cui Rienzi attaccò
duramente l’ Agenzia delle Entrate per i comportamenti scorretti
a danno dei contribuenti.
   "Befera – ricorda il Codacons, ricostruendo la vicenda – in
collegamento telefonico, diede in escandescenze e interruppe
bruscamente la conversazione minacciando querele nei confronti
del presidente Codacons e facendo uscire dallo studio il suo
direttore generale con un atteggiamento alquanto discutibile.
Le querele – aggiunge l’associazione dei consumatori – non sono
mai giunte purtroppo visto che si sarebbe accertato in sede
giudiziaria quante migliaia di cartelle pazze ma pazze furiose
sono state emesse". Viceversa, fa sapere il Codacons, "pochi
giorni fa allo stesso Rienzi è stata notificata una cartella
esattoriale ‘pazza furiosa’ nella quale si rende noto che
Equitalia comunica di aver eseguito iscrizione ipotecaria sugli
immobili indicati nella sezione ‘dettaglio iscrizioni
ipotecarie’, intestati a Rienzi Carlo".
   "Non vorremmo si trattasse di un assurdo dispetto
dell’Agenzia delle Entrate – commenta ironicamente Rienzi – dal
momento che la cartella esattoriale fa riferimento a multe e
tributi impugnati o addirittura pagati, e per importi che
complessivamente non superano nemmeno gli 8.000 euro, limite
minimo imposto dalla legge per l’iscrizione ipotecaria. In ogni
caso, abbiamo provveduto ad inoltrare formale denuncia penale
presso la Procura della Repubblica di Roma, affinché verifichi
eventuali ipotesi di reato legate alla cartella pazza inviatami
e a proporre una causa di risarcimento per 500.000 euro nei
confronti dei funzionari responsabili della cartella pazza".   
(ANSA).

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