FISCO: ASSOLTO IL FUNZIONARIO CHE INVIO’ UNA CARTELLA PAZZA A CARLO RIENZI
MA DAL PROCESSO EMERGE UN IMPRESSIONANTE QUADRO DI DISORGANIZZAZIONE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE
SI è concluso ieri innanzi al Tribunale Penale di Roma, I Sezione Collegiale, con l’assoluzione, il processo per abuso di atti di ufficio contro il funzionario di Equitalia che aveva emesso una “cartella pazza” nei confronti del Presidente del Codacons Carlo Rienzi, ipotecando la casa del debitore per un presunto debito di 2000 euro circa.
Il funzionario se l’è cavata sostenendo che lui firmava soltanto, mentre il controllo se le somme richieste con la ingiunzione fossero ancora dovute, spettava ad altri. Di qui è scaturita ovvia l’assoluzione considerato che il reato di abuso degli atti di ufficio per il quale il Procuratore della Repubblica aveva proceduto, richiede la “intenzionalità di danneggiare il privato” per poter affermare la responsabilità penale dell’imputato. Né la procura, peraltro, né il Tribunale, hanno voluto andare a fondo individuando chi aveva svolto la carente istruttoria che aveva portato all’emissione della “cartella pazza”.
Nel corso del processo, l’avvocato Rienzi, sentito come teste, ha raccontato come coloro che ricevono una “cartella pazza” con la minaccia di ganasce o ipoteca sulla casa, pagano anche se hanno già pagato e questo solo perche non riescono a rintracciare la documentazione che risale a molti anni prima, e preferiscono, quindi, pagare per evitare il danno grave di vedersi bloccare la macchina, o ipotecare la casa. Dalla deposizione di un dirigente dell’Agenzia delle Entrate sentito ieri dal Tribunale, è emerso tuttavia un quadro di approssimazione organizzativa riferito al 2009, anno di emissione della “cartella pazza” contestata. Pacchi di pratiche sarebbero stati assegnati ad una agenzia o ad un’altra e, teoricamente, sul database dell’agenzia, dovevano risultare le multe pagate o annullate. Il testimone, però, non è stato in grado di spiegare il motivo per cui, gli uffici, nel caso della cartella spedita al Presidente Rienzi, non si erano accorti che la gran parte dei presunti debiti (multe ecc.) erano stati già pagati da ben sei o sette anni!!
Il Codacons presenterà appello alla sentenza e chiederà ora di procedere contro i vertici dell’Agenzia delle Entrate che nel 2009 ipotecavano una casa anche per cartelle esattoriali di soli 2000 euro, con un comportamento abnorme e vessatorio a seguito del quale è stato necessario l’intervento del legislatore, che ha fissato il limite al di sotto del quale è vietato procedere a questo tipo di modalità di recupero in 8000 euro.
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