2 Aprile 2012

FISCO: ALLARME CAF, SU PAGAMENTI IMU

    FISCO: ALLARME CAF,  SU PAGAMENTI IMU

    CODACONS LANCIA ALLARME ANCHE PER I BUONI FRUTTIFERI POSTALI

    L’INCERTEZZA FA CROLLARE I CONSUMI

    Per il Codacons il Governo farebbe bene a prendere sul serio l’allarme lanciato dai Caf. Nonostante il termine di pagamento della prima rata sia fissato per il 16 di giugno, ossia tra meno di 3 mesi,  nessuno sa ancora quanto pagare di Imu. Non si tratta solo di un fatto tecnico, legato alla duplicazione di file e pratiche, come sostenuto comunque giustamente dalla Consulta nazionale dei Caf, ma anche e soprattutto di una incertezza che rischia di incidere ulteriormente sul crollo dei consumi già in atto.
    L’aspettativa di dover pagare una tassa considerevole unita alla non conoscenza dell’importo, allontana inevitabilmente e prudentemente gli italiani dagli acquisti già in diminuzione.
    Ricordiamo che quasi un terzo del decreto Salva Italia è determinato dall’Imu. Si tratta di ben 10,6 miliardi di euro, secondo le stime del Governo. Una stangata che, a livello di famiglia, può essere estremamente variabile, considerato l’ampio margine di manovra concesso ai sindaci nel fissare le aliquote che, lo ricordiamo, possono oscillare dallo 0,2% allo 0,6% per la prima casa e dallo 0,46%  a 1,06% per la seconda. Per un appartamento da 90 mq e rendita catastale pari a 900, ad esempio, significa passare da 102 euro a 707 euro per la prima casa (senza figli), ossia quasi 7 volte tanto.  Ma si può arrivare anche a 50 volte tanto.
    Ecco perché il Codacons non solo chiede che non passi l’emendamento che proroga fino al 30 settembre il termine per la delibera dei Comuni, ma chiede l’anticipo dei termini al 15 maggio, in modo da dare almeno un mese di tempo ai consumatori per calcolare l’importo dell’Imu. Altrimenti si sposti una tantum a dicembre anche il termine per il pagamento della prima rata.
    Il Codacons, infine, lancia l’allarme per i buoni fruttiferi postali. Anche qui l’incertezza è sovrana  ed è bene che il Governo chiarisca al più presto. Sono molti i possessori di buoni postali, specie anziani, che si stanno, infatti, rivolgendo per chiarimenti alle Poste italiane, che non sono però messe in grado di fornire le spiegazioni necessarie. Molti risparmiatori hanno buoni postali da 500.000 lire o da 500 euro, che sommati nel tempo superano, però, i 5000 euro e a cui dovrà essere applicata, quindi, la nuova imposta di bollo. Ma per calcolare se la giacenza media annua è inferiore a 5000 euro si considerano anche gli interessi maturati?  E se i buoni, come spesso accade, sono cointestati, il valore complessivo andrà diviso per il numero dei cointestatari? L’imposta sarà pagata nel momento in cui si chiederà il rimborso del buono o annualmente ci si dovrà recare in Posta?  Sono queste solo alcune delle domande che i risparmiatori stanno rivolgendo alle Poste italiane, senza ottenere risposta alcuna. Al di là della difficoltà tecnica di accorpare i buoni sottoscritti dai vari cointestatari, il Codacons denuncia come questa incertezza sia intollerabile. Se il Governo ci vuole tartassare, almeno ci dica di quanto!

    Previous Next
    Close
    Test Caption
    Test Description goes like this
    WordPress Lightbox