fbpx
12 Novembre 2017

Fisco, addio al 730 «Entro cinque anni lo cancelleremo»

la novità l’ annuncio del direttore delle entrate: l’ erario presenterà il conto, i contribuenti controlleranno caos tari, sono in arrivo i chiarimenti del ministero
Un chiarimento in tempi brevissimi per spiegare le modalità di corretta applicazione della Tari e mettere così fine alla confusione generatasi sul calcolo della tassa dei rifiuti e che ha portato in alcuni comuni italiani a un’ applicazione errata. Il governo interviene dopo l’ errore commesso dalle amministrazioni comunali con il conteggio sbagliato della quota variabile del tributo sui rifiuti governo e promette un intervento urgente. Un caso, quello della Tari, che va a incrementare il sempre fitto cahier de doléances sul fisco italiano ma che è esploso proprio poche ore prima dell’ annuncio da parte del direttore dell’ Agenzia delle entrate, Ernesto Maria Ruffini, di una maxi semplificazione: l’ abolizione entro cinque anni della dichiarazione dei redditi. Come in altri Paesi, il fisco presenterà direttamente il conto e i contribuenti dovranno controllare. Cittadini da controllati a controllori, dice Ruffini, che riconosce come in Italia il numero dei tributi sia decisamente superiore alla media europea e spiega che «no, il fisco non può essere amico (non lo scegliamo) ma un parente sì» e che «le tasse sono il prezzo che paghiamo per vivere in questa società». Intanto, sul fronte Tari non è ancora chiaro quante siano le amministrazioni incorse nell’ errore; il Codacons indica con sicurezza almeno sette città – Milano, Genova, Ancona, Siracusa, Catanzaro, Rimini e Napoli – sottolineando però che il numero potrebbe essere molto più vasto; ma Genova, ad esempio, si smarca affermando che «la Tari prevista dal Comune è legittima e su tali utenze non viene applicata due volte la parte variabile della tariffa legata all’ utenza domestica». Al ministero delle Finanze si chiarisce che comunque sono già previste le modalità per chiedere i rimborsi qualora un Comune non applichi la tassa in maniera corretta ma i consumatori vanno all’ attacco anche sul fronte degli indennizzi per le spese eventualmente sostenute, mentre la Lega Nord ha proposto un intervento con un emendamento alla manovra per chiarire le modalità di applicazione del tributo. Insomma la confusione è parecchia, anche perché le regole nell’ applicazione delle diverse componenti della Tari sono molto diverse da luogo a luogo. «I Comuni – spiega il segretario confederale della Uil, Guglielmo Loy – nel fissare la tariffa (dal 2013) hanno avuto la flessibilità di individuare o meno il parametro “inquilini” e le grandi città, in maggioranza , lo hanno inserito. Le pertinenze tassate dalla Tari sono 13,4 milioni anche se non tutte sono soggette al sovracosto; un sovracosto che dove applicato è mediamente del 5 % in più, circa 16 euro». Per Loy la soluzione potrebbe essere che i Comuni che abbiano applicato indebitamente il sovracosto lo detraggano dalla prossima bolletta.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox