17 Maggio 2012

FISCO: A STUDIO NORME SU FALLIMENTI INDIVIDUALI

FISCO: A STUDIO NORME SU FALLIMENTI INDIVIDUALI

CODACONS: NON BASTA, E’ UNA PRESA IN GIRO!
  LO STATO DEVE DISTINGUERE TRA CHI EVADE E CHI E’ RIDOTTO SUL LASTRICO O PEGGIO ANCORA NON E’ PAGATO DALLA P.A.

APPELLO AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO E AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA:
UNA TASK FORCE CONTRO CHI FALLISCE PER I MANCATI PAGAMENTI DELLA
PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E LA RESTRIZIONE DEI FIDI BANCARI

Nell’incontro di oggi tra il premier Mario Monti e l’amministrazione fiscale è stata trattata l’ipotesi di nuove norme per codificare i fallimenti individuali, quelli delle persone fisiche, e di una struttura ad hoc che potrebbe occuparsi dei casi dei singoli contribuenti.
Per il Codacons si tratta di una presa in giro, dato che il vero problema è che devono cambiare le regole generali che applica Equitalia quando commina sanzioni ed emette cartelle.
Fino a che il Fisco non distinguerà, come avviene in tutti gli ordinamenti, tra dolo e colpa, tra chi le tassa non le paga perché evade e chi dichiara tutto ma non paga, perché è ridotto sul lastrico, non si uscirà da questa situazione.
Se poi queste aziende falliscono perché è proprio la pubblica amministrazione a non pagarle, ecco allora che la proposta di Monti ha il sapore della beffa.
Per questo il Codacons ha deciso di scrivere una lettera appello al presidente del Consiglio Monti e al presidente della Repubblica Napolitano, perché istituiscano al più presto una task force contro il fallimento delle imprese sane, che non evadono, ma vanno in crisi solo per le carenze di liquidità del sistema finanziario, per la restrizione dei fidi bancari o, ancora peggio, per i ritardati pagamenti della pubblica amministrazione.
“Già non è accettabile che aziende sane, che producono beni non obsoleti, falliscano e cadano come birilli solo per i reciproci mancati pagamenti, con un effetto a cascata. Ma quando questo accade per colpa della pubblica amministrazione che non paga allora è intollerabile, considerato che quando ci sono recessione così profonde dovrebbe essere proprio lo Stato a fare il primo passo. Non pretendiamo investimenti pubblici di centinaia di miliardi, viste le politiche di bilancio restrittive imposte dall’Europa, ma almeno pagare il dovuto a chi ha lavorato per il nostro Paese” ha concluso Donzelli.
Il Codacons ricorda che secondo gli ultimi dati disponibili, tra gennaio e marzo sono state aperte oltre 3.000 procedure fallimentari, il 4,2% in più rispetto al primo trimestre 2011. E’ una emergenza nazionale. Da qui l’appello a Monti e Napolitano.

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