30 Ottobre 2014

Firmato il patto per la crescita sostenibile «In questo modo facciamo ripartire Modena»

Firmato il patto per la crescita sostenibile «In questo modo facciamo ripartire Modena»

«Q uesta città ha bisogno di qualche polemica in meno e qualche risultato in più». Il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli ha introdotto così i contenuti del «Patto per la crescita intelligente, sostenibile e inclusiva della città di Modena e del suo territorio» sottoscritto ieri insieme alle organizzazioni economiche, sindacali e sociali che nei mesi scorsi hanno partecipato ai lavori del Tavolo approfondendo le proposte relative alle strategie per favorire il rilancio degli investimenti pubblici e privati e la creazione di un’ occupazione stabile e di qualità. All’ incontro erano presenti anche gli assessori Ludovica Carla Ferrari Tommaso Rotella. Tra i primi impegni strategici indicati dal sindaco c’ è il provvedimento Sblocca Modena che dovrà «far decollare investimenti in attesa da troppo tempo» e fa parte di un pacchetto di iniziative che puntano a sburocratizzare la pubblica amministrazione: dal nuovo Regolamento urbanistico edilizio (Rue) al Piano strutturale comunale (Psc), fino ai progetti del programma Smart City. «E se la legge di Stabilità non ucciderà i progetti nella culla, a causa di un taglio per noi insostenibile – ha aggiunto Muzzarelli -, con la nuova Provincia avvieremo un percorso di riorganizzazione dei servizi di area vasta, per ridurre i costi e migliorare le prestazioni». Gli altri punti del Patto sono dedicati alla ricerca al trasferimento tecnologico con Università, scuola e formazione («è l’ asse fondamentale per l’ innovazione delle imprese, e della manifattura in particolare»), alle politiche ambientali, al welfare e alle politiche della salute, alla cultura e al turismo, a partire dall’ oppor tunità offerta da Expo 2015. Prima di introdurre i contenuti, Muzzarelli ha sottolineato che il Patto parla di crescita («pensiamo a uno sviluppo orientato all’ ambiente e alla società, ma pur sempre una cresci ta capace di creare lavoro, occupazione stabile e di qualità, prima di tutto per i giovani») e ha rivendicato un metodo di governo che non assegna a nessuno poteri di veto e che non perde tempo in liturgie («alla fine ci assumeremo le nostre responsabilità e decideremo, anche senza l’ unanimi tà»), ma «per noi il confronto con le rappresentanze della società è ancora un valore aggiunto”» E illustran do il metodo che prevede di articolare il Tavolo in vari settori “per garantire la massima partecipazione”, il sindaco ha affermato: “Siamo convinti che per l’ obiettivo lavoro sia utile avere al tavolo i rappresentanti dei lavoratori e delle imprese; per l’ inno vazione del welfare sia opportuno discutere con il volontariato e il terzo settore; e così via per tutte le grandi e piccole questioni che interessano la città”: dalla sicurezza alla mobilità, dall’ ambiente alla scuola e alla cultura, fino alle pari opportunità, allo sport e alle politiche giovanili. Tra le organizzazioni che hanno sottoscritto il documento ci sono tutte le principali associazioni economiche (da Confindustria, pur non presente per motivi organizzativi, fino a Apmi, Confesercenti, Confcommercio, Cna, Lapam, Cia, Confagricoltura, Coldiretti, Copagri) ) e le centrali cooperative (Legacoop, Confcooperative, Agci); i sindacati Cgil, Cisl e Uil; l’ Università, la Camera di commercio e i principali istituti di credito che operano sul territorio (Banca popolare dell’ Emilia Romagna, Banco Popolare-BSGSP, Unicredit spa); Modena Fiere e Fondazione Democenter Sipe; il Forum del Terzo settore e il Centro Servizi Volontariato; le Consulte comunali (Ambiente, Cultura, Politiche familiari, Sport); i Movimenti consumatori (Federconsumatori, Movimento consumatori, Codacons, Unione difesa consumatori) e la Rete Studenti medi.

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