Firmano in diecimila per la città più vivibile «Tuteliamo i negozi»
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fonte:
- Corriere del Veneto
MESTRE – Il loro obiettivo è arrivare a ventimila firme. Contro il degrado, contro la proliferazione dei centri commerciali, contro la crisi che attanaglia il piccolo commercio. La petizione «Accendiamo le luci della città» – promossa da Anfass, Avuls, Amici del cuore, San Vincenzo mestrina, Humanitas Venetia, Codacons, Agape e Legatumori – è già arrivata a metà del suo percorso e, questa mattina, sarà in piazza Ferretto per tentare di completare l’ opera. Lo scopo è chiedere all’ amministrazione comunale di rispettare le linee del Pat che prevedono la tutela e la promozione dei negozi di vicinato, perché per i promotori il centro si mantiene vivo anche e soprattutto mantenendone in vita le «botteghe». Non solo per una questione economica ma anche sociale e di sicurezza pubblica. «Costituiscono l’ identità della città – spiega Franco Conte del Codacons – e garantiscono la mobilità, a partire dai parcheggi, per rendere fruibile il centro. Resta insostituibile per il servizio di prossimità il ruolo delle attività “attrattive”, come le farmacie». La petizione mira anche a eliminare alcuni potenziali centri di degrado cittadino, come l’ area dell’ ex ospedale Umberto I. «E’ urgente valorizzarla per restituirla ai cittadini», continua Conte. Ultimo punto delle locandine, che si vedono a ogni angolo della città in questi giorni, è sviluppare l’ area urbanistica, insieme alla Regione, dando la priorità ad attività articolate sulla media e piccola impresa. «Finora abbiamo ricevuto un ritorno importante dalla cittadinanza – aggiunge Conte – abbiamo già raccolto 10 mila firme. Contiamo di arrivare entro pochi giorni a 20 mila e allora consegneremo firme e petizione al sindaco». Secondo i proponenti, l’ iniziativa ha avuto questo successo perché è molto sentita non solo da negozianti e categorie. «La gente si rende conto che quando chiude un negozio è un pezzo di città che si dissolve – è la conclusione – Una sinapsi che si spegne e non connette più i neuroni: che cos’ è la funzione di un negozio di vicinato se non un luogo di connessione tra cittadini, specie quelli anziani?». Davide Tamiello RIPRODUZIONE RISERVATA.
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