È Firenze la terza città più cara d’ Italia
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fonte:
- La Nazione
BELLA e cara. Firenze si conferma una delle città più costose d’ Italia. E non solo per i turisti, ma anche per i fiorentini. A ribadire l’ ennesimo salasso per i residenti in riva all’ Arno è l’ Istat, che nell’ ultima rilevazione nazionale colloca il capoluogo toscano al terzo posto fra i più cari della Penisola, subito dopo Bolzano e Genovaa, e prima di Aosta e Trento. L’ INDAGINE è riferita ai dati definitivi sull’ inflazione di gennaio. E il calcolo riguarda la parte più viva per i cittadini, quella che colpisce maggiormente il portafoglio e cioè il listino dei prezzi al dettaglio. Firenze registra infatti un’ inflazione dell’ 1,3%, a fronte di un indice nazionale che si ferma allo 0,9%. Ma quanto incide tutto ciò sul bilancio familiare? A fare i conti è stata l’ associazion dei consumatori Codacons, che ha calcolato una stangata da circa 400 euro annui a famiglia, formata dai genitori e due bambini. «Mentre in Italia i listini al dettaglio aumentano mediamente dello 0,9% rispetto allo stesso periodo del 2017 – spiega Codacons -, a Firenze si registra un’ inflazione che arriva all’ 1,3%, il terzo dato più alto tra i capoluoghi di regione.Tradotto in soldoni, equivale a dire che la famiglia tipo genovese a causa dell’ aumento dei prezzi subisce una stangata pari a +440 euro su base annua (considerata la spesa per consumi delle famiglie in regione) e una fiorentina poco meno, contro una media nazionale di più 273 euro a nucleo familiare». I FIORENTINI, prosegue l’ associazione di consumatori, risultano così più tartassati sul fronte dei prezzi rispetto a chi risiede in altre città d’ Italia, come ad esempio Ancona o Potenza dove l’ inflazione annua è ferma allo 0%, o Bari che registra invece un incremento minimo dello 0,1%. MA COSA INCIDE di più sull’ aumento del costo della vità? Se da un lato calano i prezzi dei prodotti alimentari e dei beni energetici, voci che hanno un enorme peso, dall’ altro crescono in modo sensibile le spese relative all’ abitazione e ai trasporti (acqua, elettricità e combustibili, pari a più 1,9%) . In crescita dello 0.9% anche bevande alcoliche e tabacchi. Incrementi di lieve entità si evidenziano infine per i prezzi di ricreazione, spettacoli e cultura (+0,2) e di mobili, articoli e servizi per la casa (+0,1%). O.Mu.
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