15 Febbraio 2013

Fiorito sfida tutti: “Pronto a tornare in politica”

Fiorito sfida tutti: “Pronto a tornare in politica”

ABBIGLIAMENTO dimesso, volto teso ma l’ esuberanza è sempre la stessa così come la stazza rimasta pressoché immutata nonostante gli 87 giorni di carcere. Puntuale, alle 10.30, Franco Fiorito è arrivato in Tribunale scortato dai suoi avvocati, Enrico Pavia e Carlo Taormina, che non lo hanno mollato un attimo. Anzi, hanno cercato sia all’ ingresso sia all’ uscita dall’ aula 5 del Gup di tenere sotto controllo gli sfoghi del “Batman” di Anagni che con difficoltà è riuscito a non replicare alle domande velenose dei giornalisti. «Non penso in questo momento alla campagna elettorale, ma se sarà ristabilita la verità sono pronto a tornare in politica». Non molla l’ ex capogruppo del Pdl. Per lui, solo un pit stop dall’ arena pubblica per il processo che lo vede imputato per peculato per essersi impossessato di 1,4 milioni di euro di fondi regionali destinati al gruppo del Pdl, ma al prossimo giro potrebbe di nuovo essere in campo. «Bisogna vedere se qualcuno lo rivota – sentenzia il candidato del centrodestra alla Pisana, Francesco Storace – Adesso Fiorito pensi a uscire da questa storia, non c’ è bisogno di dire cose che non hanno senso». Erano questi i giorni della neve a Roma, quando “Francone” girava col suo Suv da 88mila euro pagato con i soldi del partito. «Andate a vede’ le carte – sbotta stizzito mentre Taormina con delle pacche sulle spalle lo ammonisce di non parlare – Quel Suv non c’ è più». Non dimentica i suoi compagni di stanza per quasi tre mesi: «In carcere sono stato molto male, mando un saluto a tutti i carcerati. Ora ai domiciliari va meglio». Vista la misura cautelare, Fiorito non potrebbe parlare ma dopo mesi rompe il silenzio. E lo fa, oltre che per dire la sua sulla campagna elettorale, anche per la prima udienza che si esaurisce in poco più di due ore. Il tempo necessario al gup Rosalba Liso per ammettere come parte civile la Regione, assistita dall’ avvocato Francesco Scacchi. E rinviare l’ udienza al 21 febbraio, data in cui deciderà se ammettere o meno come parti civili anche il Codacons e il gruppo consiliare del Pdl (hanno aderito 9 consiglieri su 15). Il processo proseguirà poi il 23 marzo, quando il giudice esaminerà le richieste di patteggiamento degli ex segretari del gruppo consiliare del Pdl Bruno Galassi e Pieluigi Boschi e quella, avanzata da Fiorito, di giudizio abbreviato condizionato. L’ avvocato Taormina chiede infatti che siano ascoltati come testimoni Giuseppe Addario, segretario della commissione Bilancio, Nazzareno Cecinelli, segretario generale dell’ Ufficio di presidenza, e Maurizio Stracuzzi, responsabile del trattamento dei consiglieri, vale a dire la persona che quantificava il fabbisogno dei gruppi e lo segnalava all’ Ufficio di presidenza per l’ aumento dei fondi. Obiettivo: dimostrare l’ esistenza del patto politico per la spartizione dei fondi regionali destinati ai gruppi di cui ha sempre parlato Fiorito. In calendario ci sono poi altre due udienze: l’ 8 e il 18 aprile, giorno in cui è attesa la sentenza. Entro quella data Fiorito, che già ha diritto a uno sconto di pena di un terzo per l’ abbreviato (rischia al massimo 7 anni), se vorrà ottenere dal pm Alberto Pioletti una ulteriore riduzione dovrà restituire alla Regione gli 1,7 milioni di danno erariale contestati dalla Corte dei conti. I magistrati contabili, riferiscono i legali dell’ ex sindaco di Anagni, avrebbero già disposto una perizia per valutare quanto valgono gli immobili già finiti sotto sequestro conservativo in vista della restituzione. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

domenico lusi laura serloni

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