14 Febbraio 2013

Fiorito, processo atto primo è l’ ora dei testimoni “Ma non ho rubato niente”

Fiorito, processo atto primo è l’ ora dei testimoni “Ma non ho rubato niente”

MAURO FAVALE MARIA ELENA VINCENZI IL SUO arresto, il 2 ottobre scorso, arrivò già dopo le dimissioni di Renata Polverini. Eppure è stato lo scandalo che porta il suo nome, scoppiato un mese prima, a provocare lo sfaldamento della maggioranza di centrodestra in consiglio regionale e la caduta della giunta. Ora, per Franco Fiorito, 42 anni, gli ultimi quattro mesi e mezzo passati tra Regina Coeli e i domiciliari nella sua abitazione ad Anagni, accusato di peculato per essersi appropriato di circa 1 milione e 400 mila euro di fondi destinati dal consiglio regionale al gruppo Pdl, è arrivato il momento del processo: questa mattina ci sarà l’ udienza preliminare davanti al gup Rosalba Liso. Sarà lei a decidere se l’ ex capogruppo del Pdl alla Pisana, mister preferenze alle ultime elezioni (oltre 27mila voti), verrà giudicato col rito abbreviato, così come richiesto dai suo avvocati, Carlo Taormina ed Enrico Pavia. La decisione è subordinata all’ interrogatorio di tre funzionari regionali che Fiorito ha citato come testimoni a suo favore. In ogni caso, l’ udienza dovrebbe essere limitata alla costituzione delle parti civili: la Regione Lazio, il Pdl e il Codacons. L’ udienza, poi, dovrebbe essere rinviata al 4 aprile, più di un mese dopo l’ esito elettorale. Intanto domani il gup dovrà decidere anche se accogliere o meno la richiesta di patteggiamento presentata da Bruno Galassi e Luigi Boschi, i due capi segreteria dell’ ex capogruppo Pdl che si sono succeduti in questi due anni e che sono accusati di concorso in peculato. Non dovrebbe essere, dunque, oggi il giorno in cui Fiorito sarà chiamato a confermare le accuse lanciate contro Francesco Storace e Renata Polverini negli ultimi interrogatori né quelle già note contro i suoi ex compagni di partito per le spese sostenute durante l’ ultima consiliatura. A proposito dell’ ex governatrice e del candidato del centrodestra a succederle, Fiorito ha messo a verbale di un presunto accordo per assegnare le cosiddette “quote extra” ai consiglieri “graduati”, dai capigruppo ai componenti dell’ ufficio di presidenza a quelli del Corecoco, il comitato di controllo contabile. A testimonianza di questo accordo, l’ ex capogruppo Pdl ha parlato anche di un «foglietto portato da Storace in commissione bilancio». Una circostanza ancora tutta da dimostrare. Intanto Fiorito, ai domiciliari dal 27 dicembre, continua a respingere le accuse di appropriazione indebita: quel milione e 400 mila euro confluiti sui suoi conti gli erano dovuti in base al cumulo degli incarichi che ricopriva alla Pisana. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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