1 Novembre 2012

Fiori, lo sconto è last minute

Fiori, lo sconto è last minute

Le vendite di fiori, per questo ponte in ricordo dei morti, fanno logica a sé, contro ogni legge del mercato. Primo: a ridosso del 2 novembre i prezzi non lievitano ma anzi, in qualche caso diminuiscono. Secondo: se si escludono il mercato all’ ingrosso di via Lombroso e le catene della Gdo, in città le offerte migliori si spuntano proprio li dove la domanda è più alta, e cioè intorno ai cimiteri. Terzo: vicino a ciascun camposanto i chioschi, in barba alla concorrenza, fanno «cartello» e applicano gli stessi prezzi: un po’ più alti quelli al Monumentale, medi a Lambrate, più bassi al cimitero Maggiore. Ecco ciò che emerge dalle nostre rilevazioni effettuate venerdì scorso e ripetute nella giornata di ieri. Briglia corta La crisi accorcia le briglie al mercato dei crisantemi e dei ciclamini, i fiori più diffusi sulle lapidi. «In altri anni per le festività dei morti vedevamo rincari anche del 300 per cento su piante e lumini. Ora per la prima volta la paura di non vendere ha fatto sparire le speculazioni», constata Pietro Giordano dell’ associazione dei consumatori Adiconsum. «I più impauriti sono quelli che in questi giorni si giocano gran parte del fatturato, e cioè i chioschi dei cimiteri: ecco perché proprio loro, a dispetto dell’ affluenza di clienti, sono disposti a offrire mazzi e vasi a prezzo speciale, last minute», spiega dal canto suo Marco Donzelli, responsabile del Codacons Milano. E sulla concorrenza? «Certo che qui intorno al cimitero uniformiamo i prezzi. Abbiamo gli stessi fornitori e poi la coperta è corta per tutti, tanto vale fare gruppo e non pestarsi i piedi», ammette una fioraia che lavora al Cimitero del Musocco dove due dei sette chioschi presenti fino a poco tempo fa hanno chiuso i battenti. Margini ridotti Il coro di lamentele, dalla parte dei commercianti, si concentra sul calo delle vendite. «I visitatori sono diminuiti moltissimo ma come dar loro torto? I cimiteri sono trascurati – sottolinea un fioraio del Monumentale -. Guardi qui in piazza: il cantiere per la linea 5 è aperto da anni e chissà quando chiuderà. Altrove i cimiteri sono luoghi accoglienti e frequentati persino dai turisti». Secondo Franco Cereda, presidente dell’ Associazione grossisti, al mercato di via Lombroso (l’ intero servizio è visionabile cliccando sul sito internet milano.corriere.it ) i ricavi sono crollati del 20-30 per cento. Con una soddisfazione però: «A ridosso del 2 novembre, nei giorni d’ apertura al pubblico, sono venuti molti milanesi e hanno trovato prezzi d’ occasione». I parenti si ingegnano insomma, cercano di accorciare la filiera e comprare, se non al vivaio, più vicini possibile al produttore. Anche perché nei vari passaggi il prezzo di fiori e piante può triplicare. «A rimetterci sono sì i cittadini, ma anche i floricoltori – si accalora Ilaria Colnago del vivaio “Il Pozzo fiorito” -, mi è capitato di veder tornare piante che avevo venduto ai garden per 10 euro con il cartellino prezzo del negozio a 49,90 euro». E Carlo Donini, presidente della Consulta floricoltori di Bergamo: «Visti i prezzi che spuntiamo sulla vendita agli intermediari, abbiamo marginalità ridotte al lumicino. Quasi ci converrebbe importare tutto dall’ estero e non coltivare più niente». Ma i negozi non ci stanno: «Non siamo un inutile ultimo anello della catena, vendere fiori al dettaglio è un’ arte – ribatte il vicepresidente vicario Associazione dettaglianti fiori Confcommercio, Ernesto Corbella -, un tempo per i morti tutti ci chiedevano consiglio sulla composizione più bella e duratura. Ora si accontentano di prodotti non scelti …». La rivincita della plastica Giallo, rosso, bianco: nessuno rinuncia a comprare una pianta per il caro estinto ma le macchie di colore, nei cimiteri, sono sempre più piccole. «Sarà perché le tombe sono sempre più vicine le une alle altre, o perché molti si fanno cremare e hanno solo un piccolo loculo. Ma il diametro medio dei vasi per i defunti è sceso da 20 a 18 centimetri con piante sempre più basse e una spesa per famiglia che non supera i 15 euro», stimano da Coldiretti Lombardia. La parola d’ ordine è risparmio, conferma Marinella Gaslini, co-titolare Hobby Garden , «tanto che sempre più spesso sotto i morti si vendono piante artificiali: durano un anno e non costano più di 25 euro». Ma c’ è anche chi si limita al gesto affettuoso che rende comunque le visite «speciali». Come quello di un signore piuttosto anziano, ieri al cimitero Maggiore, chino sulla tomba di una donna. L’ accarezzava con la mano vuota, ma era come se porgesse un crisantemo tutto d’ oro. Elisabetta Andreis RIPRODUZIONE RISERVATA.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this