Fiorello con «Allegria!» sbeffeggia la politica: ora bandane a mezz’ asta
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fonte:
- Corriere della Sera
MILANO – L’ edicolante Cesare. Tocca a lui aprire l’ anteprima dello show. Del resto è così ogni mattina: Fiorello su Twitter (la sua nuova passione) «posta» i filmatini dove lui e l’ edicolante fanno la rassegna stampa. È partito ieri sera, l’ attesissimo varietà «Il più grande spettacolo dopo il weekend» su Rai1. Un grande show, che mancava dal 2004, dai tempi di «Stasera pago io Revolution». E per dare l’ idea di continuità si mostrano proprio le immagini di allora, del mattatore che esce dal Teatro delle Vittorie e se ne va in taxi. E sul taxi (guidato dal maestro Cremonesi) prosegue il suo viaggio fino a Cinecittà, allo storico Teatro 5 (quello di Fellini). Fiorello, un po’ emozionato, entra in un questo studio imponente, con scenografia d’ effetto. «Allegria!», esordisce. Lo aveva promesso: dopo la morte di Mike, avrebbe cominciato così tutti i suoi show. Parte con un monologo che non può non tener conto dell’ attualità. «Le dimissioni più grandi durante il week end, hanno aspettato noi. Ad Arcore, ci sono le bandane a mezz’ asta. Dopo 17 anni se ne è andato. Sono passati solo 2 giorni, ma quelli come lui il terzo giorno risorgono». Lamenta la normalità del prof. Monti: «Alto 1,75, ha i capelli, una moglie da 40 anni. Per un pettegolezzo bisogna andare su "Famiglia cristiana"». Poi, un divertente appello alla Merkel. Chiede a Michelle Hunziker, in platea, di tradurre. E si rivolge alla cancelliera: «Quello che vi faceva tanto ridere, a lei e al nano capoccione francese, non c’ è più». E la saluta dicendo: «Secondo me, e non secondo quello che dicono altri, lei, signora Merkel ha un culetto piccolo-piccolo». Michelle non vorrebbe tradurre, poi sta al gioco. E Fiorello: «Merkel chiede le dimissioni della Hunziker». Dalla politica alla famiglia. Un pezzo forte che ripropone nei suoi spettacoli teatrali: il rapporto tra figli adolescenti e i genitori. Una divertente gag dove Fiorello chiede ai ragazzi di mandare un sms alle mamme, nelle serate fuori casa: «Sono vivo, sto bene». Dopo aver salutato il direttore di Rai1, Mazza, non senza averlo preso in giro sul fatto che se ne andrà via presto, visto che è cambiato il governo («ce l’ hai il trolley?», chiede) lo show si fa musicale. Fiorello canta «Tu vo’ fa’ l’ americano» di Carosone sulla musica di Sting «Englishman in New York». Corrono immagini di cloni di Fiorello e di 500 gialle. (Immediata la protesta del Codacons: no all’ uso di quelle macchine «essendo stato Fiorello testimonial della Fiat»). Poi è la volta di Giorgia. Insieme cantano e si divertono. Poi è lei la protagonista della sigla finale «Se telefonando» in bianco e nero, a riprova che Fiorello vuol proprio andare controcorrente e puntare su un varietà retrò. La musica, infatti, ha davvero tanta parte nello spettacolo. Fiorello ci gioca, omaggia i grandi. Coi Negramaro offre una versione riarrangiata de «Il mondo». Sul finale una parodia di «X Factor»: Fiorello e Marco Baldini giurati e Giuliano Sangiorgi, frontman dei Negramaro, il «provinato». Si diverte anche a salutare i «vip» presenti nel teatro: Luca Giurato, Marta Marzotto («ci vuole il porto d’ armi per il tuo vestito»), il giocatore di calcio Marco Borriello, il consigliere d’ amministrazione Antonio Verro, l’ attore Alessio Boni. Fiorello ha voluto ospitare il suo amico, numero uno del tennis mondiale, Novak Djokovic, che ha anche già dimostrato doti di ironia. Improvvisano pure una sfida di tennis, lì per lì, con padelle al posto di racchette (vince Fiore). Poi la parodia di Carla Bruni, neomamma che canta: «Ninna nanna, ninna oh, questa bimba a chi la do, la darò a Michelle Obama che la tiene una settimana; la darò a Berlusconi tanto poi dà le dimissioni…». RIPRODUZIONE RISERVATA.
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