6 Maggio 2002

«Finti risparmi sui prezzi dei farmaci»

L´ANTITRUST DENUNCIA
«Finti risparmi sui prezzi dei farmaci»





ROMA.

Il decreto «taglia-deficit» rischia di realizzare 1800 milioni di euro in meno sui risparmi previsti. Ad ammonire il governo e il presidente del Senato è l´Antitrust, che spiega come le modifiche introdotte alla Camera sul testo originario del provvedimento hanno di nuovo allungato la durata dei brevetti di alcuni medicinali. Un fatto negativo per la diffusione sul mercato dei farmaci generici, che avrebbero consentito, una volta a regime, di risparmiare 1,8 miliardi di euro. Il tutto, conclude l´Authority, a danno del Servizio sanitario nazionale e dei consumatori. Il governo, però, fa sapere che non si profilano modifiche alle norme sui farmaci contenute nel decreto: le commissioni Bilancio e Finanze del Senato hanno approvato i primi cinque articoli del provvedimento, comprese le misure sui medicinali, senza modifiche. «Quindi – afferma il sottosegretario all´Economia, Maria Teresa Armosino – in questa fase la norma rimane tale». Sulla questione scoppia la polemica: «È necessario ridurre la durata dei brevetti per aumentare la concorrenza», sostiene il Codacons, e si appella a Ciampi perchè intervenga contro «l´ennesimo regalo ai farmacisti e alle aziende farmaceutiche, fatto a prezzo di un immenso danno ai consumatori». I farmacisti ribattono, attraverso Federfarma, che non hanno nulla da guadagnare da una minor riduzione sulla durata dei brevetti. «È un problema che non tocca la nostra categoria e che interessa solo i produttori – dice il presidente, Giorgio Siri – non capisco come il farmacista sarebbe avvantaggiato da un emendamento che posticipa la durata del brevetto. Noi abbiamo sempre sostenuto la diffusione dei farmaci generici, perchè raffreddano la spesa. Siamo quindi d´accordo con l´Antitrust e chiediamo prezzi equi e uguali su tutto il territorio nazionale». Farmindustria replica: «Bisogna competere sull´innovazione tecnologica e non sui costi. Il Certificato di protezione complementare conferisce a un ridotto numero di principi attivi un periodo di copertura brevettuale da 3 a 5 anni in più rispetto ai termini europei, un differenziale necessario per sostenere lo sviluppo della ricerca in Italia».

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