31 Maggio 2009

Fino a 8,50 euro per un chilogrammo di ciliegie

PERUGIA – Fino a 8,50 euro per un chilogrammo di ciliegie, 4 euro per le albicocche, fino a sei euro per le susine. Mai come questa primavera gli appassionati di primizie sono messi a dura prova dai listini di negozi e supermercati che in pochi possono permettersi. Intanto, in attesa delle prime pesche o albicocche locali, si scopre che acquistare ciliegie, fragole, piselli e fagiolini nei mercatini o presso i venditori diretti, costa in media 1,5-2 euro in meno al chilogrammo. E così le primizie guidano i rincari che in molti temono per il mese di giugno.  "Non vediamo ora nè prevediamo nei prossimi giorni alcuna corsa all’acquisto di primizie, osserva Carla Falcinelli, presidente del Codacons Umbria. Per ora abbiamo notato poca merce e, purtroppo, in tanti casi di provenienza ignota. Ci sono supermercati che, infatti, si limitano ad indicare "estero" e questo non è corretto: vorremmo sapere con precisione il paese d’origine". La maggior parte delle primizie in circolazione, albicocche, nespole, pesche, prugne, proviene dalla Spagna. E laddove è possibile fare un confronto con il prodotto italiano di prima raccolta, come nel caso delle albicocche, ci si accorge che il prezzo del "nazionale" è più alto di 1-1,5 euro. "Nel caso delle albicocche – aggiunge Falcinelli – in alcuni negozi abbiamo faticato a riconoscerle: spesso si ha l’impressione di un modesto rapporto qualità/prezzo, per questo invitiamo i consumatori ad attendere una settimana-dieci giorni per acquistare i prodotti nazionali o, meglio ancora, locali". Per avvicinare i consumatori alle produzioni umbre, Coldiretti insiste con i propri associati con la vendita diretta, promuovendo al tempo stesso la presenza dei produttori nei mercati. "Il nostro progetto – spiega il direttore regionale Angelo Corsetti – è avvicinare i consumatori al produttore e il fatto che già 150 aziende (l’elenco completo è consultabile al sito www.umbria.coldiretti.it, ndr) abbiano aperto punti di vendita diretta, "km zero", la dice lunga sul gradimento ottenuto". E andando a curiosare tra i banchi dei mercati cittadini, ultimamente comparsi anche nei piazzali delle parrocchie, il risparmio sui prodotti di stagione può essere anche del 50%.
Le primizie? Un lusso per pochi che alcuni commercianti si dicono pronti ad "abolire". Così, mentre nei reparti orto-frutta di negozi e supermercato hanno fatto capolino le prime pesche, albicocche, susine e ciliegie di stagione, continuano a raccogliere consensi i cosiddetti mercati cittadini o rionali. Appuntamenti settimanali che animano quartieri periferici e in alcuni casi il cuore delle maggiori città umbre. Comprando direttamente dal produttore, c’è la possibilità di risparmiare fino al 50%, con la sicurezza di un prodotto di qualità raccolto anche poche ore prima della sua messa in vendita. "A fine giugno – annuncia Angelo Corsetti, direttore regionale di Coldiretti – contiamo di "sbloccare" altri mercati di "campagna amica" in almeno altre tre città dell’Umbria. Negli ultimi tempi abbiamo intensificato colloqui e contatti con tutti i sindaci per trovare nuovi spazi per i produttori che vogliono vendere i loro prodotti direttamente ai consumatori. Non intendiamo sostituirci a nessuno, tanto meno ai negozianti o alla grande distribuzione: il nostro obiettivo è di portare prodotti freschi sulle tavole dei cittadini. E siccome per noi sarebbe complicato farlo attraverso i supermercati, lo facciamo avvicinandoci ai consumatori tramite "campagna amica"". A Perugia, dopo "l’orto a casa tua" di San Marco, a Pila da due settimane, il mercatino ha aperto i battenti nel piazzale della casa parrocchiale. "Dopo la prima settimana di rodaggio – spiega Alberto Checcarelli, dell’Azienda Cavalier Segoloni di Passaggio di Bettona – venerdì scorso abbiamo avuto la conferma della bontà dell’iniziativa che il sabato mattina proponiamo, con altre aziende, di fronte al Circolo dipendenti Perugina di Sant’Andrea delle Fratte". I consumatori, infatti, dimostrano di gradire. "La gente è soddisfatta – aggiunge Checcarelli – perché sa di pagare la metà e di ricevere in cambio merce di qualità appena raccolta. I piselli che abbiamo portato venerdì mattina a Pila li avevano raccolti alle sei: tre ore dopo erano in vendita sul bancone". E i prezzi? Per i piselli "di campagna" si pagano due euro il chilo mentre nei supermercati il prezzo schizza a 4,40 euro. "Le nostre ciliegie costano 4 euro, le fragole (appena raccolte) 3 euro, le fave, un euro il chilo". Passando in rassegna quanto si trova nella grande distribuzione, il confronto è immediato. "Ma i vantaggi per i produttori sono risicati – aggiunge Corsetti – con la forbice tra prezzo all’origine e al dettaglio che resta eccessiva: ogni euro solo 17 cent vanno al produttore con la gran parte del valore che si disperde lungo la filiera". Difficile dire come considerando certi prezzi da boutique.  "Abbiamo visto ciliegie anche a 8,50 euro il chilogrammo – fa notare Carla Falcinelli, presidente Codacons Umbria – e nelle offerte, vedi pesche o albicocche spagnole, la qualità lascia a desiderare. Oggi ci troviamo a spendere 3,50 euro per tre-quattro pesche ad esempio: prodotti che, avendo il nocciolo, pesano di più. Aspettiamo almeno una settimana". E la conferma arriva dai produttori locali. "Nei giorni scorsi abbiamo cominciato a raccogliere le albicocche – aggiunge Checcarelli – ma trattandosi di modeste quantità non le abbiamo neanche portate a vendere. Lo faremo tra una settimana-dieci giorni. In questi giorni si vede molta merce estera". Il concetto vale anche per "le primizie al contrario", i prodotti invernali in arrivo dagli antipodi: vedi pere di provenienza Argentina o Cile. "Le "nostre" produzioni – spiega il produttore – si cominceranno a vedere a metà luglio". Intanto, anche tra i commercianti si è diffuso l’interesse per la vendita diretta che finisce per diventare una sorta di bussola per gli stessi consumatori. "Portando i produttori fuori dal nostro esercizio – spiega Lucio Tabarrini, commerciante e ideatore de "L’orto a casa tua" – abbiamo voluto dare anche un contributo di informazione facendo vedere quali sono i prodotti di stagione, che si raccolgono in questo momento. Fosse per me le "primizie" le toglierei dal mercato". Compresi quei prodotti che compaiono notevolmente fuori stagione. Vedi fragole a Natale o mandarini a ferragosto.

 

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