Finito il ponte, Renzi torna al lavoro: sul tavolo ci sono il Def e il mini-rimpasto
Roma, 6 aprile 2015 – Si è aperta una settimana densa di impegni per il governo: dopo la pausa di Pasqua e Pasquetta, martedì in Consiglio dei ministri arriva il Def e ci sarà la probabile nomina del nuovo sottosegretario alla presidenza del Consiglio che sostituirà Graziano Delrio . PREVISIONI ECONOMICHE – Il consiglio dei ministri darà il via libera al nuovo quadro macroeconomico fissato nel Def, lasciandosi invece qualche giorno in più, fino a venerdì, per definire il piano nazionale di riforme, allegato al documento. Come annunciato dal premier, Matteo Renzi, la crescita dovrebbe assestarsi quest’ anno a +0,7% (contro il +0,6% stimato in autunno) . Il rapporto deficit/Pil dovrebbe essere invece confermato al 2,6%, come emerso dopo la correzione da 4,5 miliardi inserita nella legge di stabilità. Il prossimo anno l’ indebitamento netto potrebbe essere leggermente superiore all’ 1,8% stimato fino ad oggi, per consentire al governo, spiegano fonti informate, maggiori margini di manovra . DAMIANO: STOP TAGLI – “E’ vero, come dice il premier, che gli italiani hanno sostenuto molti sacrifici, forse troppi : per questo vorremmo evitare che le statistiche prodotte dall’ Inps in nome della Trasparenza si trasformassero in un nuovo taglio delle pensioni in essere dopo che, per anni, è stata cancellata o limitata l’ indicizzazione degli assegni pensionistici, con la conseguente perdita del loro potere d’ acquisto. Aspettiamo, su questo punto, chiarimenti da parte del Governo”, dichiara Cesare Damiano, Pd, p residente della Commissione Lavoro alla Camera. “Siamo d’ accordo con Renzi: bisogna rendere stabili gli incentivi per assumere con il contratto a tutele crescenti. Se vogliamo che il Jobs Act sia un successo non deve essere solo una ‘fiammata’ occupazionale per il 2015, ma durare nel tempo”, aggiunge Damiano. SEL: PROPAGANDA – “Ma come si fa a programmare una crescita del Pil allo 0,7 per il prossimo anno e continuare a dire che l’ economia va bene? “, si chiede il capogruppo di Sel a Montecitorio Arturo Scotto. “Nel Def il premier dice che non c’ è aumento della pressione fiscale, ma sugli enti locali si è di nuovo usata la scure dei tagli lineari. E le amministrazioni di Roma, Napoli, Firenze e Torino saranno costrette a mettere altre tasse per garantire i servizi pubblici locali e non far ricadere sui cittadini le politiche sbagliate del governo. Un cane che si morde la coda. Tutto per consentire a Renzi di fare propaganda e dichiarare a reti unificate che la nave va”, conclude Scotto. PASSERA CRITICO – “Dal 20 al 100% di tagli in più per i comuni piccoli e piccolissimi, un vero e proprio default annunciato che non è tollerabile lasciar passare sotto silenzio. E’ quanto si profila con la nuova manovra del Governo se verranno confermati i tagli da 2,2 miliardi di euro che Renzi, non riuscendo a tagliare gli sprechi su scala nazionale, rovescia sui sindaci e sui contribuenti, ‘nascondendo’ così la propria incapacità nel gestire l’ azienda Paese”, è la critica di Corrado Passera di Italia Unica. IDEA CONSUMATORI – L’ Italia vanta il non invidiabile record europeo di paese con il più elevato numero di enti “assolutamente inutili”: sono circa 500 e pesano sulla collettività per 10 miliardi ogni anno: è la denuncia del Codacons, che sottolinea come la loro eliminazione basterebbe a scongiurare l’ aumento dell’ Iva previsto dal primo gennaio prossimo.
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