4 Luglio 2017

Finiti i vaccini per l’ epatite A: vacanze a rischio

CRISTIANA LODI L’ epidemia, in Italia, nell’ ultimo anno è quintuplicata soprattutto fra gli omosesuali maschi, amplificata dall’ Europride 2016. La richiesta di vaccino ha avuto un’ impennata. E l’ industria farmaceutica che prepara e vende il farmaco ha avuto problemi nella produzione. Risultato: l’ antidoto contro l’ Epatite A è finito. Non si trova. Esaurite anche le scorte. Accade nel periodo infuocato delle vacanze, con i turisti diretti nei paesi che richiedono la vaccinazione (come l’ Africa piuttosto che l’ Asia o il Sud America) rimasti senza la medicina. Decine di migliaia di italiani, se decideranno di partire per le località dove le norme igieniche sono un optional o non esistono affatto, saranno costretti a farlo senza alcuna tutela. Inutile andare nei centri di medicina dei viaggi. Perché i dottori alzano le mani. La sola alternativa possibile (se proprio si decide di partire), è seguire i consigli. E mettere in pratica le dovute precauzioni, come spiega Paolo Grossi ordinario di Malattie infettive all’ Università degli Studi dell’ Insubria, esperto dell’ Oms: «I focolai di epidemia registrati in Europa e soprattutto in Italia, dove abbiamo avuto il record di infezioni nell’ ultimo anno, hanno avuto come conseguenza l’ esaurimneto del vaccino. Dato che l’ Epatite A si contrae attraverso il cibo, l’ acqua infetta e il contatto sessuale soprattutto fra uomini, possiamo consigliare a chi non ha il vaccino (banalmente) di non bere acqua che non sia in bottiglia (anche per lavare i denti). Di evitare la frutta, le verdure crude, i frutti di mare. A cominciare dalle cozze che, essendo ricche di acqua, possono contenere il fattore scatenante la malattia». Quali pericoli comporta l’ Epatite A? «A meno che non si tratti di una forma fulminante (per fortuna rara) la malattia non è mortale. Non si cronicizza, non porta a cirrosi. E non ha una connessione col carcinoma. È una gran scocciatura, per guarie serve riposo e qualche medicinale». Fornisce dati, Giovanni Rezza, responsabile malattie infettive all’ Istituto superiore di sanità. «Tra le cause di diffusione dell’ Epatite A, c’ è l’ Europride di Amsterdam dello scorso anno. E una crescita delle vaccinazioni registrata in vista dell’ analogo raduno omosessuale appena chiuso a Madrid» premette il professore. «In Italia, nel periodo agosto 2016 – febbraio 2017, sono stati notificati al Sistema epidemiologico integrato dell’ Epatite virale acuta 583 casi: un numero 5 volte maggiore rispetto allo stesso periodo dell’ anno precedente. Oltre ai fattori di rischio classicamente riconosciuti come viaggi in zone endemiche e il consumo di frutti di mare, un’ alta percentuale di infetti (61%) ha dichiaratoi preferenze omosessuali». Quali le zone più colpite? «Nei primi mesi epidemici» sottolinea Rezza, «il maggior incremento di casi era stato osservato nel Lazio. In seguito un grosso aumento, rispetto alle aspettative, è stato riscontrato anche in altre Regioni (Piemonte, Lombardia, Veneto, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Marche, Lazio, Puglia). Certo è allarmante che su 13 Paesi europei, l’ Italia si sia presentata come lo Stato con il più evidente eccesso di caso». Possible che le case farmaceutiche, davanti a questo scenario, non abbiano saputo prevenire il fenomeno? «Non è raro che le aziende farmaceutiche abbiamo difficoltà a mettere sul mercato alcuni medicinali» spiega Stefano Vella, presidente Aifa (Agenzia italiana del farmaco), «questa volta tocca al vaccino anti Epatite A. La carenza del farmaco è dovuta a un problema produttivo dell’ industria che lo prepara. Può accadere che alcune variabili come le condizioni climatiche, ambientali o termostatiche possano avere inciso sulla produzione del vaccino, che non è sintetico. C’ è poco da fare». E chi deve parire? E magari ha anche già prenotato da tempo? «L’ unica soluzione, oltre a quella di mettersi in viaggio senza aver fatto il vaccino, potrebbe essere quella di utilizzare il prodotto pediatrico. In più dosi nell’ adulto, ovviamente». Si aspetta però un via libera dal ministero della Salute. Inoltre, spiega il presidente Stefano Vella, «bisognerà quantificare quante dosi sono necessarie». E se non saranno sufficienti? «Le singole Asl potrebbero (ammesso abbiano i soldi) acquistare i vaccini all’ estero. Senza trascurare comuqnue che l’ importazione di quel tipo di medicinale è, per il nostro Paese, difficoltosa». La carenza potrebbe protrarsi per i prossimi trenta – novanta giorni. Il vaccino anti Epatite A andrebbe somministrato almeno quattro settimane prima di partire, per avere la efficace copertura dalla malattia. Per le ferie d’ agosto, dunque, il tempo è scaduto. «Siamo di fronte ad un paradosso assurdo» denuncia il Codacons, «da un lato il Ministero della salute col decreto “vergogna” vuole rendere obbligatori addirittura 12 vaccini, dall’ altro chi decide volontariamente di sottoporsi ad una diversa vaccinazione non può farlo, perché le scorte sono terminate». L’ associazione dei consumatori «ha deciso pertanto di presentare un esposto alla Procura di Roma affinché apra una indagine». riproduzione riservata.

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