10 Gennaio 2005

Finita l?era del fumo in ufficio o al ristorante

Finita l?era del fumo in ufficio o al ristorante



Sirchia: non è proibizionismo. Prima multa di 27 euro in un bar a Napoli




ROMA
È scattato il giro di vite antifumo. La legge «no smoking» è entrata in vigore alla mezzanotte di ieri senza spegnere del tutto gli ultimi fuochi delle polemiche. Ed è stata inflitta un minuto dopo la mezzanotte, a Napoli, la prima multa: un giovane di 22 anni ha dovuto pagare 27 euro ai vigili urbani dopo essere stato sorpreso da una ronda dell?Associazione Noi Consumatori mentre fumava una sigaretta nel Bar della Piazza, in piazza Vanvitelli. Ancora a Napoli multato (50 euro) un locale per non aver esposto i cartelli col divieto di fumare.
I gestori continuano a protestare nel timore di un esodo di tabagisti da bar e ristoranti. Ma c?è anche chi sottolinea come il divieto possa rappresentare un?occasione di nuovi affari. Ora le famiglie con bambini, spiega il Movimento dei genitori Moige, possono andare più volentieri fuori a cena, non costrette a chiedere al vicino di spegnere la sigaretta solo per ragioni di cortesia.
Le multe, infatti, se si fuma di fronte a bambini sotto i 12 anni o donne incinte, raddoppiano. Nei bar, ristoranti e alberghi che vogliono accogliere i fumatori, così come nei luoghi di lavoro, gli spazi riservati a chi non riesce a separarsi dalle «bionde» devono essere contrassegnati. Occorre, inoltre, che siano delimitati e separati con pareti dagli spazi in cui non si può fumare. Se vi è un solo locale, o se non è possibile separare in modo accettabile gli ambienti, il divieto di fumo è assoluto. Lo spazio destinato ai fumatori deve essere inferiore alla metà della superficie complessiva aperta al pubblico.
Intanto il Codacons rilancia: dopo i locali pubblici il fumo, sostiene l?associazione, deve essere vietato anche dentro le automobili. Per Carlo Rienzi non solo il fumo passivo all?interno di uno spazio ristretto come l?abitacolo di un?automobile è pericolosissimo per la salute dei non fumatori, in particolare i bambini. Ma addirittura alcuni studi statistici sostengono che il 15 per cento degli incidenti stradali dovuti a distrazione è, direttamente o indirettamente, riconducibile al fumo di sigaretta. È stato calcolato che per accendere una sigaretta alla guida dell?auto servono in media due secondi. Pochi istanti nei quali l?attenzione del conducente è esclusivamente rivolta alla sigaretta e in due secondi, è stato stabilito dagli esperti, un?auto che procede a cento chilometri orari percorre oltre cento metri. «A ciò si aggiungono – precisa Rienzi – tutte le operazioni che impegnano il fumatore-guidatore: prendere il pacchetto, estrarre la sigaretta, cercare l?accendino in tasca o quello dell?auto». Ma il fumo ha anche pesanti effetti economici sulle spese sanitarie dello Stato: tremila euro all?anno per tabagista.
Di fronte ai divieti della nuova legge e ad una quantità di dati sulla pericolosità del fumo, resta da verificare se fra i fumatori c?è già chi sta decidendo di smettere, ma per gli irriducibili, stimati in Italia attorno ai tre milioni, c?è un piccolo consiglio per sopravvivere e sopportare meglio l?astinenza nelle aree vietate. Masticare aiuta: che siano le gomme con nicotina o cibo, il movimento della bocca serve e sentire di meno la lontananza dalle sigarette. «Non ci sono purtroppo cibi sostitutivi, in grado di alleviare l?astinenza al fumo – spiega Silvio Garattini, direttore dell?istituto ?Mario Negri? di Milano – ma è proprio la masticazione, come il succhiare, che più simula i movimenti della bocca del fumatore ad aiutare chi non vuole smettere». Si tratta di un fatto ben noto a coloro che hanno, almeno una volta, tentato di spegnere l?ultima sigaretta e che si sono riempiti le tasche con gomme e caramelle. Chi si trova a tavola, quindi, magari nell?attesa fra un piatto e un altro, potrà tentare di mangiare qualche grissino, o del pane: un piccolo surplus di calorie che però eviterà il rischio di multe salate.
Per il ministro della Salute Girolamo Sirchia la nuova legge «non è proibizionista ma a tutela della salute di tutti». Con Sirchia ci sono l?Organizzazione mondiale della sanità, i medici e le società scientifiche che esultano per la conquista a favore della salute pubblica, ed in particolare, di quella dei non fumatori che in Italia sono il 73%.

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