Finisce in tribunale un altro street bar
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fonte:
- La Nuova Ferrara
Oggi l`udienza: due cittadini del Comitato chiedono un provvedimento d`urgenza per ridurre i rumori
Dopo le polemiche e le tensioni tra cittadini, street-bar e il Comune di Ferrara, la parola passa al giudice del tribunale civile. Verrà discussa in tribunale, con l`udienza fissata per questa mattina, la posizione di un locale, il B-Side di via Carlo Mayr, per cui due cittadini che fanno parte del comitato contro il rumore e il degrado (comitato collegato al Codacons), chiedono, tramite i loro legali, provvedimenti di urgenza contro uno dei tanti bar di strada che hanno rivitalizzato il centro storico. Il giudice del tribunale civili, Cerulo dovrà decidere se adottare un provvedimento d`urgenza di riduzione orario, divieto di diffusione della musica dopo le 22 e tutta una serie di provvedimenti richiesti dai cittadini, che da mesi non riescono più a dormire e che hanno documentato, dal punto di vista medico, le conseguenze psicofisiche del disagio causato dai rumori del locale sotto casa. I legali dei due cittadini, gli avvocati Giorgio e Filippo Forniti, in realtà, hanno riproposto ai giudici quanto avevano già cheisto e ottenuto nei mesi scorsi, con due provvedimenti di urgenza nei confronti di altri due locali ferraresi, il Reset e il Cacciavite, per cui i giudici avevano emesso ordinanze restrittive per gli orari di apertura. Dunque, piano piano, si sta profilando l`ipotesi che tutti aveva cercato di evitare: la soluzione del problema per vie giudiziarie. Ma perchè si è arrivati a questo punto di “rottura“ del confronto? I legali lo spiegano nero su bianco nella loro richiesta. E puntano il dito contro il Comune stesso, “reo di non intervenire per contrastare il fenomeno dilagante degli street bar“. Fenomeno che in altre città, Bologna e Padova in primo piano, hanno già affrontato con ordinanze di limitazione delle attività dei locali. Fenomeno, ferrarese, che dal punto di vista tecnico è già stato monitorato e inquadrato dall`Arpa. I tecnici Arpa spiegano nella loro relazione, allegata alla richiesta dei legali, che “durante le verifiche strumentali era udibile chiaramente il vocio e le risate degli avventori che sostavano sia nella distesa esterna sia lungo la strada. Era invece raramente udibile una fioca musica proveniente dall`attività. Passando alle misure queste sono state eseguite secondo le modalità… sia a finestre chiuse che a finestre aperte, in modo da verificare quale situazione crea maggior disagio all`esponente; si denotano valori elevati, legati però al comportamento della persone che soggiornavano fuori dal locale“. Ma l`Arpa, oltre a misurare, sembra voler dare consigli al comune per risolvere il problema, verificando “l`assenza di un effettivo contributo legato all`attività musicale proveniente dal locale, – scrive l`Arpa – rimane un forte senso di disagio per quanto già esposto (i rumori della gente, ndr): si evidenzia quindi che la problematica non può essere risolta con la semplice misurazione del livello in decibel del rumore ma deve essere affrontata attraverso provvedimenti amministrativi, del caso incidendo sulle autorizzazioni rilasciate e sugli orari di apertura al pubblico, segnalando che la problematica è legata ad una situazione di ordine pubblico“.
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