FINIS TERRAE
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- Finanza & mercati
Al latte, fondenti, nocciolate, piccole, grandi, decorate: ce n’ è per tutti i gusti in fatto di uova di Pasqua, ma quest’ anno gli italiani saranno costretti a scegliere più in base al prezzo che alle proprie preferenze. Nonostante la crisi e il crollo dei consumi alimentari, i prezzi al dettaglio sono infatti lievitati tra il 5 e l’ 8%, complici le quotazioni del cacao su scala internazionale (+6% da inizio anno), l’ aumento dell’ Iva e il caro-carburante. E così sulla tavole ci saranno il 6% in meno di uova rispetto allo scorso anno. Almeno, è quanto sostiene la Confederazione italiana agricoltori (Cia) alla vigilia delle festività pasquali. Ancora più pessimista il Casper, Comitato contro speculazioni e risparmio, di cui fanno parte Adoc, Codacons, Movimento difesa del cittadino e Unione nazionale consumatori che vede le uova di Pasqua più care del 22% rispetto allo scorso anno. Non solo. Secondo il Casper si spenderà di più anche per colombe (11,9%), abbacchio (6,6%) e carciofi (12,5%). E la raffica di rincari che investirà il pranzo di Pasqua e i dolci tipici della festività dovrebbe portare una famiglia di 4 persone a sborsare il 10,3% in più rispetto alla Pasqua 2011, pari a 15,3 euro, sfiorando quota 170 euro. Entrando nel dettaglio dei prodotti, l’ abbacchio passa infatti da 15 a 16 euro al chilo, i carciofi violetti da 0,69 a 0,75 euro l’ uno (+8,6%), i romani da 0,80 a 0,90 (+12,5%), il salame corallina da 20 a 22 euro al chilo (+10%), la pastiera da 8,50 a 9 euro al chilo, la colomba semplice da 4,50 a 5 euro (+11,1%) e la lavorata da 6,70 a 7,50 euro (+11,9%), la cioccolata da 15,50 a 16,50 euro al chilo (+6,4%), un uovo di marca (200-250 gr) da 11 a 12,50 euro (+13,6%), non di marca da 4,10 a 5 euro (+21,9%). Insomma, è il caso di parlare di gallina dalle uova d’ oro.
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