15 Settembre 2017

Fini: «Io sto con il ministro Fedeli, giusto usare lo smartphone in classe»

epoi lancia la provocazione: «è più pericoloso un compasso di un telefonino»
MEZZA Italia contesta l’ uscita del ministro alla pubblica istruzione, Valeria Fedeli, favorevole ad introdurre l’ uso dello smartphone a scuola. Perfino per il Codacons, è follia. C’ è però un dirigente spezzino che sta con la ministra, senza se e senza ma. Per Antonio Fini, da sempre fautore del digitale, non si deve avere timore della novità: «Molte discussioni contro il digitale a scuola, e soprattutto contro l’ uso degli smartphone – osserva – stanno avendo luogo proprio su Facebook, con post e commenti digitati da smartphone…». Il dirigente spezzino, attualmente in distacco al ministero, sostiene che “il compasso sia più pericoloso di un telefonino”, tanto per dire. E, battute a parte, lancia una provocazione destinata a far discutere: «La principale obiezione è che i ragazzi si distraggono: ma da cosa, e perché? Forse il problema è questo, ma è inconfessabile…». A chi sostiene che si rischi di perdere qualcosa, Fini replica con ironia: «La scrittura cuneiforme si è persa, e sicuramente aveva caratteristiche cognitive uniche…». Il mondo si evolve, e – secondo Fini – ed il digitale deve ormai far parte della scuola, come fa parte della vita. Piena sintonia con la ministra Fedeli, secondo la quale “non si può continuare a separare il mondo dei ragazzi da quello della scuola, e il tablet è una straordinaria opportunità”. Fini non teme le conseguenze negative che molti paventano: «Il dibattito sugli smartphone – spiega il dirigente – mi ricorda quello sulle unioni civili. Le unioni civili avrebbero dovuto distruggere la famiglia tradizionale, gli smartphone la scuola». In effetti, nelle scuole spezzine ci sono casi di utilizzo del tablet, e di Internet. Lo stesso Fini, quando era ad Arcola, ha attivato un regolamento mi rato: «Il ministro vuole mettere a sistema le tante iniziative già in atto-spiega-sempre nell’ ottica dell’ opportunità: «Trasversalmente – osserva – c’ è sempre il tema delle competenze: in tanti sembrano dimenticare che per molti ragazzi la scuola è l’ unica occasione che rimane loro per apprendere un uso “altro”, rispetto a quelli distrattivi e negativi che tutti deprechiamo. Non vorrei sbagliare, ma tra i più accesi critici ci sono proprio persone che sono in grado di fornire supporto e accompagnamento competente ai propri (privilegiati) figli». Meglio regolare, accettando l’ uso, che vietare. Questa., la sintesi: abbinata al rilievo di tutte le critiche toccate nella storia alle innovazioni. «Molti erano preoccupati perfino dell’ introduzione della macchina da cucire – ricorda – o del mangianastri portatile, il walkman, considerato un dispositivo malvagio, che avrebbe separato le persone, frenando la comunicazione».

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