16 Aprile 2011

Fini e il bagno in acque protette Nuovi scenari dopo l’ archiviazione

Fini e il bagno in acque protette Nuovi scenari dopo l’ archiviazione
 

UNA DECISIONE che potrebbe creare un precedente importante per il futuro delle acque protette antistanti l’ isola di Giannutri. Il giudice per le indagini preliminari Valeria Montesarchio ha archiviato definitivamente la vicenda che ha visto indagati il presidente della Camera, Gianfranco Fini, e quattro vigili del fuoco del Comando provinciale. Fini, accompagnato dai quattro vigili e della compagna Elisabetta Tulliani, nell’ estate del 2008, si era immerso nello specchio di mare della costa del Grottone – che fa parte dell’ area protetta del Parco dell’ arcipelago toscano, con la complicità, secondo il Codacons, dei vigili del fuoco che lo avevano accompagnato. Scattò la denuncia dell’ assicurazione dei consumatori e l’ apertura di un fascicolo di indagine. Al termine della fase preliminare, il pubblico ministero chiede l’ archiviazione dell’ inchiesta. A GIUGNO del 2009, il gip cui all’ epoca fu presentata la richiesta, la accoglie. Ma il Codacons che aveva presentato la denuncia alla Procura della Repubblica, a quel punto, presenta ricorso alla Corte di Cassazione, contestando il fatto di non essere stata ascoltata nella fase delle indagini preliminari. La Corte Suprema dà ragione all’ associazione di consumatori e chiede al pubblico ministero un supplemento di indagine, questa volta peròascoltando la posizione dell’ associazione. NEI GIORNI scorsi si è chiuso anche questo secondo filone di accertamenti e il gip Montesarchio – cui nel frattempo era passata la vicenda – ha disposto l’ archiviazione del procedimento, perché «il fatto materiale contesato agli indagati risulta accertato nella sua veridicità – si legge nelle motivazioni – è incontestabile che il 26 agosto del 2008 veniva rilevata la presenza di un’ imbarcazione del tratto marino ‘ I Grottoni’ all’ interno del Parco nazione in cui vige il divieto assoluto di accesso e transito e l’ imbarcazione veniva individuata come quella dei vigili del fuoco, che erano nell’ adempimento di un loro dovere…ma l’ attivazione di contatti con le amministrazioni territorialmente competenti appare incompatibile con la delineazione di profili anche colposi della condotta contestata». Quindi acque violate ma non c’ è reato. «Grazie a questa decisione – ha commentato il presidente nazionale di Codacons, Carlo Rienzi – chiunque voglia farsi un bagno nelle acque protette di Giannutri potrà farlo senza correre il rischio di violare le norme a tutela dell’ ambiente, purché però dimostri di avere fatto un paio di telefonate alla Capitaneria di porto».
 

 

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