27 Dicembre 2012

Fine anno, il paniere è sempre più pesante

Fine anno, il paniere è sempre più pesante

Si spende un po’ di più a casa per il cenone ma si va meno al ristorante, crescono le prenotazioni negli agriturismo ma diminuiscono le vacanze all’ estero. Il Natale del quinto anno di crisi si fa sentire. L’ Inps ci ricorda che i 43 milioni di ore di cassa integrazione accumulati quest’ anno a Brescia sono il segno di un lavoro che manca. La scorsa settimana Bankitalia ci ha invece detto che in Italia cresce la disuguaglianza (il 10% della popolazione più ricca possiede il 50% della ricchezza, il 50% più povero possiede il 10%). All’ inizio di questa settimana l’ Istat non ha potuto che dirci che la fiducia dei consumatori è più o meno ferma, ma non a Brescia e nel Nord-Ovest, dove invece è leggermente calata. Al palo o comunque sotto l’ inflazione anche i salari. Insomma, le ricerche di fine anno sui consumi natalizi confermano che siamo in crisi e che la gran parte di noi deve prestare sempre più attenzione a come e a quanto consuma. Restando negli alimentari, due anni fa a Brescia il grana padano costava in media meno di 13 euro al chilogrammo mentre ora supera i 15 euro. Il caffè era intorno ai 10 euro e ora si avvicina ai 13, registrando un aumento di oltre il 25 percento. Crescita dei prezzi vicina alla doppia cifra percentuale anche per i vini di qualità e il pesce fresco di pescata. E sarà pur vero che le noci non sono un bene di necessità, ma in due anni il loro prezzo è cresciuto del 15 percento. Aumenti significativi, certo, ma sempre meno di quanto si sarebbe speso al ristorante. Non stupisce quindi l’ esito della ricerca condotta in questi giorni da Colidretti e Swg, secondo la quale quest’ anno abbiamo speso (o spenderemo) di più per il pranzo di Natale o il cenone di Capodanno fatto in casa, ma stando bene attenti a non sprecare. Non per tutti peraltro sarà così: secondo la Fipe, la Federazione dei pubblici esercizi, è vero che quest’ anno diminuiranno (dal 25 al 15%) le persone che faranno il veglione al ristorante, ma una buona metà di queste spenderà di più rispetto allo scorso anno o comunque è disposta a farlo. Chi piange senza troppe distinzioni è il settore dell’ abbigliamento. Crisi che va avanti da tempo, abitudini di spesa che mutano, resta che nell’ ultimo anno a Brescia l’ abbigliamento non ha avuto in pratica aumenti di prezzo (e quando si è troppo fermi non è un buon segno) mentre – lo stima il Codacons – sono calati fino al 20% gli acquisti natalizi in questo settore. Con i saldi si vedrà, ma la tendenza negativa resta. Il settore che regge bene è quello delle telecomunicazioni. Diminuiscono di prezzo smartphone e abbonamenti: parliamo, e mentre lo facciamo consumiamo ma ci sembra di non farlo. Thomas Bendinelli RIPRODUZIONE RISERVATA.

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