1 Luglio 2014

«FINCHÉ NON MI ARRESTANO IO IL BANCOMAT NON LO METTO»

«FINCHÉ NON MI ARRESTANO IO IL BANCOMAT NON LO METTO»

GENOVA. Pos fa rima con flop. Almeno a Genova, dove avremo pure «inventato le banche» come dice Beppe Grillo, ma a ben pochi commercianti, artigiani e professionisti garba il caricarsi di costi aggiuntivi se non c’ è la minaccia di sanzioni. E così, una prova sul campo nel centro storico, senza valore statistico, regala risposte di questo tipo alla richiesta di poter pagare con il bancomat per spese superiori ai 30 euro: «Finché non mi arrestano io non lo metto, cosa sono matto?», dice l’ edicolante. «Qui non abbiamo la linea neanche per il telefono e il Pos è un costo che non porta beneficio alla nostra clientela», fa eco il tatuatore di via San Bernardo, «C’ è l’ obbligo? Mi informerò, ma io non ce l’ ho ancora, mi dispiace», si scusa il tassista in piazza De Ferrari, «qui regali alle banche non ne vogliamo mica fare, lo sa che ci costa 1200 euro l’ anno e se prende un pezzo di focaccia ci rimettiamo pure?», rispondono dal forno Patrone di via Ravecca. Mentre il fruttivendolo sgrana gli occhi davanti alla richiesta di pagare elettronicamente una cassa di avocado e quattro cestini di fragole: «Ma qui nessuno spende più di trenta euro, che lo metto a fare?». E via (non) incassando: dal calzolaio che «mi sono informato, ma con i margini di guadagno già risicati che ho andrei in perdita: allora che faccio, chiudo per far contenti i signori dei bancomat?», al ristoratore: «Le carte di credito non le prendo, per il bancomat mi sto attrezzando anche se mi viene da ridere: che paese è quello dove viene imposto un obbligo a spese di chi si deve attrezzare ma senza sanzioni?». L’ Italia, of course, direbbero nord -europei abituati a girare senza un euro (o una sterlina) in tasca e a pagare tutto con la carta. E infatti chi ha maggiore contatto con il turismo della macchinetta si è già dotato da tempo: «Io ce l’ ho da no ve anni – spiega Marco Bruschi titolare del negozio Kiss, Polly di stradone Sant’ Agostino, abbigliamento – è vero che è un costo ma è vero anche che la gente gira sempre meno con il contante in tasca e soprattutto i turisti sono abituati così». I ristoratori, però, fanno fatica ad accettare l’ imposizione: «È un regalo alle banche, se uno paga col bancomat io ci rimetto il 3% ma sul mio margine di guadagno l’ impatto è ancora maggiore, quindi dovrei alzare i prezzi», sostiene il titolare de “La Mandragola”. Ma che succede se la sorpresa arriva al momento del conto e il cliente insiste a pagare con il bancomat? Da oggi, a norma di legge, dovrebbe essergli consentito. Ovunque. «Io lo faccio parlare con il mio cameriere che è due metri per cento chili», è la risposta. «Oppure ci si mette d’ ac cordo e mi portai soldi dopo, quando va a ritirare. Ma lascia un documento». Attenzione, però, perché il Ministero ha sì escluso sanzioni per chi non si dota di Pos, ma ha anche emesso una circolare interpretativa per questo tipo di situazioni. In soldoni, il cliente ha ragione e deve sì impegnarsi a pagare il prezzo di quanto consumato, ma può saldare anche in un secondo momento e senza pagare interessi, visto che ad essere inadempiente è il ristoratore (o qualsiasi altro fornitore di beni e servizi). Ma se, come previsto, la misura dell’ obbligo del Pos è stata criticata dalle associazioni di categoria di artigiani e commercianti, più scalpore fanno le critiche delle associazioni dei consumatori. «È l’ ennesima farsa per favorire le banche», afferma l’ Adusbef invitando «alla disobbedienza». Secondo l’ associazione dei consumatori la norma «non serve a combattere l’ evasione fiscale ma soltanto a favorire gli interessi delle banche e delle società esercenti le carte di credito, con l’ installazione del Pos che arriva a costare anche 1.000 euro l’ anno». Diversa l’ opinione del Codacons che, pur criticando l’ assenza di sanzioni, «il solito pasticcio all’ italiana», invita tutti i consumatori, a partire da oggi, «a rifiutare il pagamento con denaro contante per spese superiori ai 30 euro, e farsi mandare il conto a casa da esercenti, artigiani e professionisti che in barba alla legge non si sono muniti di apposito Pos, in modo da scegliere in un secondo momento la modalità migliore per saldare il conto». L’ iniziativa, spiega l’ associazione dei consumatori, è contro «quei commercianti, professionisti e artigiani che, in barba alla norma che entra in vigore oggi, non si sono dotati di Pos per consentire ai consumatori di effettuare pagamenti con bancomat o carta di credito«e per superare la situazione di stallo che si è venuta a creare».
emanuele rossi

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