20 Novembre 2010

Finanziaria, terzo settore senza fondi

ROMA. La Camera dei deputati ha dato il via libera al ddl stabilità, l’ ex Finanziaria, con 303 voti a favore, 250 contrari e due astenuti. Il provvedimento approderà mercoledì in Senato per la definitiva approvazione entro il 10 dicembre, secondo una richiesta del presidente Napolitano. La manovra ammonta a 5,7 miliardi: a coprire i costi dovrebbero arrivare 2,4 miliardi dall’ asta delle frequenze per le telecomunicazioni, 1,7 miliardi dal Fondo Letta, 500 milioni dalla lotta all’ evasione fiscale, 500 milioni dai giochi. Tra le principali misure: 1 miliardo per gli ammortizzatiori sociali; detassazione con aliquota del 10% sui premi di produzione per salari sino a 40 milioni; 1 miliardo per l’ Università e 245 milioni per le scuole paritarie; 100 milioni al 5 per mille (trecento in meno rispetto allo scorso anno); 425 milioni per il trasporto pubblico regionale e 400 milioni per l’ autotrasporto; proroga degli sgravi del 55% per ecobonus eduilizio e revisione del patto di stabilità per i Comuni. Con le modifiche apportate dalla Camera si determinerebbe un miglioramento del risparmio pubblico di 1,43 miliardi nel 2011, 200 milioni nel 2012 e 191 milioni nel 2013. Il giudizio del Pd è severissimo. Bersani boccia la Finanziaria perchè «non incrocia le questioni di fondo del Paese». Cecilia Carmassi, responsabile del Terzo settore del partito, denuncia: «Lo chiamano 5 per mille ma lo hanno ridotto all’ 1,5 per mille» riferendosi al drastico ridimensionamento dei fondi per il volontariato no profit. Il partito segnala anche la quasi totale cancellazione dei fondi per la lotta all’ aids, malaria e tubercolosi. Di fatto, denuncia un gruppo di senatori democratici, a «una Finanziaria anti coesione sociale, anti famiglia, anti infanzia e adolescenza». Andrea Oliviero, portavoce del Forum del terzo settore, ringrazia polemicamente i deputati del centro destra che «con il loro voto hanno decretato la riduzione del 75% dei fondi destinati al 5 per mille passati dai già risicati 400 milioni dell’ anno scorso ai risibili 100 milionbi dell’ attuale manovra». Per il Codacons si tratta «di uno scippo» e il presidente Rienzi annuncia una denuncia contro Tremonti. La Cgil denuncia: con i tagli rischiano Colosseo e Domus aurea. (v.l)

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