Finanziaria, la notte del giudizio
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fonte:
- Milanofinanza.it
Atteso per oggi il primo sì dopo la seduta-fiume della commissione bilancio dell’ars. Dopo un weekend frenetico, accordo nella Cdl per ritirare tutti gli emendamenti. Entro il 19 la manovra dovrebbe essere approvata dall’aula. E sugli equilibri politici la spada di Damocle delle amministrative Seduta straordinaria, ieri, in commissione bilancio e finanze dell’Ars. La riunione, dalla quale dovrebbe scaturire il primo sì alla Finanziaria, si è protratta fino a tarda serata. Mentre scriviamo la seduta è ancora in corso e secondo le previsioni l’esame di tutto l’articolato dovrebbe andare avanti fino all’alba di oggi. Salvo colpi di scena dunque, bilancio e Finanziaria (che fanno parte di un unico ddl) approderanno in aula domani per essere approvati entro il 19. Una deadline importante per evitare il ricorso all’esercizio provvisorio (che in soldoni significa la limitazione della spesa) e che il governatore Salvatore Cuffaro vuole assolutamente rispettare. Di parere contrario è l’opposizione, secondo cui l’esercizio provvisorio rappresenterebbe un’opzione preferibile a una Finanziaria approvata in fretta e furia. Proprio per stamattina i Ds hanno convocato un incontro con la stampa sul tema della Finanziaria. Dalla maggioranza, comunque, durante tutta la giornata di ieri sono arrivati segnali di ottimismo dovuti all’accordo raggiunto nel weekend dai leader della Cdl in base al quale tutti i partiti si sono impegnati a ritirare gli emendamenti.Dopo il braccio di ferro Udc-An-Forza Italia, a tenere con il fiato sospeso fino all’ultimo momento la Cdl ha pensato l’Mpa di Raffaele Lombardo. Che solo domenica sera, dopo un incontro con Cuffaro e dopo alcune telefonate con il coordinatore degli azzurri siciliani, Angelino Alfano, ha sbloccato il passo alla Finanziaria. L’Mpa infatti aveva minacciato di non votare la manovra. Poi la marcia indietro grazie alla mediazione del governatore. ’Abbiamo ottenuto garanzie sull’eventuale chiusura o sulla riforma dell’Agenzia per le acque, sulla riduzione degli Ato e sull’azzeramento dei consigli d’amministrazione di molte società miste’, spiega Roberto Di Mauro, capogruppo dell’Mpa. Tutti provvedimenti che saranno inseriti nel ddl sullo sviluppo che verrà discusso in febbraio.Ma al di là delle singole rivendicazioni sulla manovra, è chiaro che a determinare la bagarre all’interno della Cdl sono soprattutto le elezioni amministrative della prossima primavera. Il nodo più grosso da sciogliere resta Palermo, dove i berluscones siciliani vorrebbero la riconferma di Diego Cammarata alla guida della città e di Francesco Musotto a palazzo Comitini, sede della provincia regionale. Un diktat che non va giù ad An (che come contropartita vorrebbe Enzo Fragalà al posto di Musotto) e neanche all’Mpa, che sui candidati vorrebbe esprimere la propria opinione.Problemi insomma più di natura politica che di natura finanziaria. E, per quanto la commissione bilancio possa avere ritrovato ’l’efficienza’ invocata dal capogruppo dell’Udc, Nino Dina (che nei giorni scorsi aveva richiamato la Cdl a un atto di responsabilità), saranno solo i confronti frenetici già in corso tra i vertici dei partiti a tentare di dare una schiarita. Sulle polemiche inerenti le società che si occupano dello smaltimento rifiuti, ieri è intervenuto il Codacons Sicilia che ha lanciato una campagna per chiedere l’eliminazione degli Ato. ’Secondo la legge dovevano essere nove in Sicilia, cioè uno per provincia’, si legge in una nota dell’associazione dei consumatori, ’ma ovvie esigenze politiche per aumentare i posti di sottogoverno li hanno fatto proliferare fino a 28, con altrettanti consigli di amministrazione’. Sempre ieri Angelo Capodicasa, viceministro alle infrastrutture ed esponente storico Ds, è intervenuto sui fondi stanziati a favore della Valle del Belice: ’Il governo Prodi con la Finanziaria 2007 ha erogato per il Belice 100 milioni di euro, più di quanto abbia fatto il governo di centro-destra in cinque anni’. ’Le somme erogate dal governo Berlusconi’, si legge in una nota, ’ammontano infatti a 52 milioni’.Infine Nello Musumeci, leader di Alleanza siciliana ed eurodeputato, ha presentato un’interrogazione urgente alla Commissione europea affinché intervenga sulla crisi del comparto dell’ortofrutta siciliano: ’L’invasione delle merci provenienti soprattutto dal Maghreb’, spiega Musumeci, ’determina uno squilibrio del mercato e una concorrenza sleale a danno dei produttori agricoli costretti a sostenere costi di produzione elevati e quindi non competitivi’. Per queste ragioni il leader di As chiede alla Commissione di definire immediatamente una serie di iniziative ’che possano garantire i livelli occupazionali e di reddito messi a dura prova da questa situazione’
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