9 Ottobre 2006

Finanziaria, in famiglia i conti non tornano

La legge è destinata a subire ritocchi nel prossimo passaggio in Parlamento. Ma tra gli addetti ai lavori c`è perplessità
Finanziaria, in famiglia i conti non tornano

Ma le famiglie, con la Finanziaria, ci guadagnano o ci perdono? Se lo stanno chiedendo in molti, in questi giorni, soprattutto quanti rientrano nella fascia del cosiddetto ceto medio, per il quale si profila una stagione di ulteriori sacrifici e di pochi vantaggi. “Al momento è un po` difficile dire se le famiglie ci perdono o ci guadagnano“, risponde Paolo Fiorini, padre di famiglia con due figli adolescenti ma anche commercialista, cioè addetto ai lavori. “Intanto bisogna aspettare come la Finanziaria passerà in Parlamento, dove potrebbe subire ulteriori ritocchi. Poi bisognerà verificare l`equilibrio tra quello che si dovrà pagare in più o in meno e le detrazioni“. Nel complesso la nuova Finanziaria presenta qualche elemento di attenzione, continua Fiorini, che è anche vicepresidente dell`Unione ex allievi dell`istituto salesiano Don Bosco, “ma a una prima lettura ci si accorge che, ad esempio, un capofamiglia con lavoro dipendente, con due figli e moglie a carico, che ha un reddito lordo di 35.000 euro l`anno, cioè uno stipendio medio, si trova a pagare 500 euro all`anno di tasse in più. Il che, francamente, mi sembra un`assurdità, anche tenendo conto che per l`ennesima volta non si fa nulla sul fronte dell`educazione e della formazione, al contrario di quanto sta avvenenendo negli altri Paesi europei. &nbsp Inoltre resta una forte disparità di trattamento, per le famiglie, se scelgono tra scuole pubbliche statali e private. In realtà, ancora una volta, non c`è vera libertà di scelta. E questo è contrario ai principi della Costituzione“. Un`altra occasione persa per avviare una vera politica per le famiglie. È l`opinione dell`ingegner Antonio Zerman, vicepresidente nazionale di Afi, la confederazione delle associazioni delle famiglie che si propone di promuovere la famiglia nella società. “Che in Italia da molti anni manchi una seria politica per sostenere e incentivare le famiglie è arcinoto“, dice Zerman, “quando in Germania e in Francia, tanto per fare degli esempi che ci sono vicini, i governi da anni concedono sgravi fiscali consistenti e concreti riconoscimenti delle funzioni delle famiglie, come non si fa invece in Italia. Con questa legge finanziaria non vediamo, ancora una volta, segnali strutturali per un vero cambiamento di rotta. C`è solo un timido segnale verso le famiglie, cioè l`aumento generalizzato delle detrazioni, ma fatto in modo tale che più che una poltica per le famiglie sembra essere una politica per la lotta alla povertà. Si tratta di due piani diversi, che non vanno confusi. Inoltre questi minimi vantaggi rischiano di essere annullati dall`aumento delle tasse locali e da quello delle tariffe“. L`ingegner Antonio Zerman è anche componente della Consulta per la famiglia e promette “che nella prossima riunione si faranno presenti proprio questi problemi, per cercare di far contenere i costi delle tasse locali che inevitabilmente ricadrebbero sulle famiglie“. Il problema vero, secondo Zerman, non è la legge finanziaria ma il fatto che in Italia manchi un programma a lungo termine per sostenere le famiglie:“Non mi sembra corretto valutare tutto in termini di reddito. Faccio un esempio: quando si va a rottamare un`auto per acquistarne una nuova le case produttrici offrono un bonus all`acquirente, indipendentemente dal suo reddito. Perchè, invece, quando una coppia decide di avere un figlio e più non riceve aiuti dallo Stato se non in base al reddito, che è calcolato al minimo così sono ben pochi, a conti fatti, coloro che ne possono usufruire? Anche questa è un`incogruenza da superare“. Sulla legge finanziaria prende posizione anche il Codacons, il Coordinamento delle associazioni per la difesa dell`ambiente e la tutela di utenti e dei consumatori. Dice l`avvocato Stefano Fanini, direttore dell`Ufficio legale regionale Codacons veneto e presidente provinciale del Codacons:“Da quello che abbiamo sentito tra i nostri referenti l`impressione è che si tratti di una Finanziaria accolta dai consumatori veronesi con molte perplessità e che, analizzata attentamente, risulta nè equa né solidale. Purtroppo ancora una volta, come prassi radicata in Italia, non sono state mantenute le promesse elettorali di non aumentare le tasse e di operare soltanto una riduzione delle spese superflue. Vengono colpite fasce di reddito non certo ricche con inevitabili ripercussioni su una situazione già critica per le famiglie. Nota positiva è il divieto alla vendita di alcolici per i minorenni e gli sgravi fiscali per le locazioni agli studenti fuori sede, interventi sollecitati a più riprese in questi anni dalle associazioni dei consumatori. Non è, invece, affatto condivisibile, tra le altre palesi incongruenze della legge, la tassa di soggiorno che rappresenta un duro colpo al turismo italiano, già troppo caro di per sé e scarsamente concorrenziale con altre realtà all`estero che inevitabilmente attirano il consumatore“.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this