16 Novembre 2009

Finanziaria. Il governo punta sull’Irpef 16

 ROMA. Il Governo sembra non aver ancora abbandonato l’idea di intervenire, oltre che con l’alleggerimento dell’acconto, sull’Irpef per – spiega il viceministro all’Economia, Giuseppe Vegas – "dare ossigeno alle famiglie più povere". Mentre – sempre stando alle sue parole – non sarebbe più in agenda un taglio all’imposta regionale sulle imprese (Irap) e la cedolare secca sugli affitti. La scelta dell’esecutivo sarà formalizzata a breve, la prossima settimana inizierà infatti l’iter della Finanziaria alla Camera dei deputati e il Governo – circola già voce – potrebbe presentare un maxiemendamento per correggere la manovra light’ uscita venerdì scorso un po’ appesantita’ da Palazzo Madama. Tra le novità di ieri, quella relativa ai fondi della ricerca per i quali sono intervenuti congiuntamente i ministri Giulio Tremonti e Mariastella Gelmini: "Nessun fondo per l’assunzione di giovani ricercatori è stato ritirato. Tra poche settimane – precisano in una lettera al Corriere della Sera – e comunque entro il 2009, saranno trasferiti alle università per consentire l’assunzione di migliaia di ricercatori". Né sarebbero a rischio i fondi per la banda larga indicati come priorità da molti ministri anche per l’impatto che avrebbero nel produrre nuova occupazione. Viene esclusa inoltre una proroga per lo scudo fiscale ("al momento – dice Vegas – direi di no"), mentre tornerebbe all’esame parlamentare il progetto per la realizzazione di un istituto bancario dedicato al Mezzogiorno. Altre novità intanto emergono per il prossimo passaggio parlamentare: si pensa, ad esempio, di intervenire con una norma anti-evasione: lo scontrino gratta e vinci. Lo Stato potrebbe mettere in palio una cifra rendendo più appetibile la richiesta dello scontrino fiscale nei pubblici esercizi. Oltre agli evasori si punta a trovare risorse anche dalla razionalizzazione della giustizia da dedicare a nuovi interventi per l’edilizia carceraria. Sarebbe allo studio un contributo obbligatorio per i processi esecutivi e una sospensione per i processi che riguardano gli irreperibilì. Due norme allo studio riguardano infine banche e petrolieri: per le prime si tratterebbe di una sorta di riedizione della Robin Hood tax’. Le banche che ottengono aiuti pubblici sarebbero tenute ad una sorta di assicurazione obbligatoria, come l’Rc auto per chi guida l’auto. Ma la tassa sarebbe meno pesante per le banche che, invece di aumentare gli utili, decidessero di reinvestirli. Una nuova tassa colpirebbe inoltre i petrolieri: chi non adegua i listini sarebbe colpito con rincari che, secondo le ipotesi che circolano, sarebbero dell’1,5% in più sul prelievo ogni 9 giorni di ritardo.  Ipotesi questa che piace al Codacons: "é una misura che la nostra associazione chiede da cinque anni", dice il presidente Carlo Rienzi. Ma "per far sì che la sanzione sia davvero efficace, é necessario elevare la multa dopo 24 ore dal mancato adeguamento dei carburanti".

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