29 Ottobre 2005

Finanziaria, correzione da 6 miliardi

ROMA Il governo vara una nuova manovra correttiva dei conti pubblici. All`appello mancano gli introiti che nel 2005 sarebbero dovuti arrivare dalla vendita degli immobili. Per questo il Consiglio dei ministri ha approvato un intervento che sostituisce questa posta, che vale 6 miliardi: 5 sono di misure correttive del deficit, un miliardo si conta di riuscire ad incassare dalle misure già previste per quest`anno sul fronte immobiliare. Un emendamento sarà inserito o nella Finanziaria o nel decreto fiscale collegato. Nel complesso la manovra di correzione sale dunque a 16,5 miliardi di euro, e dovrebbe consentire al governo di centrare il 3,8% di deficit-Pil alla fine del prossimo anno. L`intervento prevede innanzitutto di recuperare per il 2005 un miliardo dalle dismissioni immobiliari. Poi, c`è un miliardo che arriverà dai dividendi Eni ed Enel in quota alla Cassa depositi e prestiti “non ancora conteggiati nel tendenziale“. I restanti 4 miliardi arriveranno da una riduzione dei trasferimenti ad Anas e Ferrovie per 1,5 miliardi e da modifiche delle basi imponibili per 2,5 miliardi. “Inaffidabilità“ e “improvvisazione“: sono questi gli aggettivi più ricorrenti con cui l`opposizione attacca il governo e il ministro dell`Economia Giulio Tremonti dopo il varo di una terza tranche della manovra correttiva dei conti pubblici in appena quattro settimane. Tremonti avrebbe anche fatto una considerazione un po` amara sulla Finanziaria 2005 fatta dal suo predecessore, Domenico Siniscalco: dei 21 miliardi previsti, quelli certi saranno sì e no uno solo. Peraltro, una frecciatina a Siniscalco è arrivata anche durante la conferenza stampa per illustrare gli interventi correttivi: le dismissioni immobiliari, ha detto, “prima nella trimestrale erano escluse e poi, a un certo punto, sono riapparse nel Dpef. Sto denunciando quello che ho visto nel 2005 e sui cui ho deciso di intervenire“. Critiche dalle opposizioni: “Quando i miei colleghi del centrosinistra e io – dice Romano Prodi – dicevamo che i conti pubblici sono fuori controllo, la destra ci accusava di essere delle cassandre. Avevano dimenticato che Cassandra non sbagliava mai una profezia, ma era condannata dagli dei a non essere ascoltata dai suoi stolti concittadini“. Intanto il caro-energia rimette in moto l`inflazione. Dopo tre mesi di raffreddamento, a ottobre il carovita è salito dal 2% al 2,2% (con prezzi in crescita dello 0,2% su base mensile), spinto da tariffe e carburanti, ma anche dai rincari dell`istruzione, in particolare quella universitaria. Si tratta del livello più alto raggiunto dai prezzi da agosto 2004, quando erano al 2,3%, e che fa scattare immediato l`allarme di sindacati e commercianti, uniti nel chiedere ancora una volta al governo di intervenire sulle imposte che gravano sulla benzina. In particolare, in questo mese galoppano gli energetici regolamentati, che registrano un rincaro mensile del 2,6% e annuo del 9,7%: l`aumento si deve, in sostanza, agli aumenti dell`energia elettrica (+3,9% mensile e +7,1% annuo) e del gas (+1,8% e +10,7%). Secondo il Codacons consumatori, l`inflazione reale è tra il 4,2 e il 7,9, mentre Adusbef e Federconsumatori calcolano in 645 euro a famiglia l`effetto degli aumenti del greggio sulle bollette energetiche. Getta acqua sul fuoco, infine, la Confcommercio: “Il rialzo dell`inflazione non è la nostra prima preoccupazione“, afferma il presidente Sergio Billè Il caro-energia pesa in particolare su due capitoli del paniere utilizzato dall`Istat. Innanzitutto la casa, che registra un rincaro-boom dell`1,2% su base mensile (+6,1% annuo) determinato anche dagli aumenti degli affitti e i trasporti (rispettivamente +0,3% e +5,2%). E subito dietro alle spese per l`abitazione spicca il forte rincaro di quelle per l`istruzione, cresciute dell`1,1% su base mensile e del 3,1% su base annua. In questo settore spicca in particolare il rincaro dell`istruzione universitaria, salita del 3,6% sia su mese che su anno.

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