11 Dicembre 2004

Finanziaria, caro-bollette in vista

Finanziaria, caro-bollette in vista

Aumentati gli sgravi sull`Irap. Domani vertice della Cdl, lunedì si vota

ROMA. Via libera della commissione Bilancio del Senato alla Finanziaria e al Ddl di Bilancio. L`ok al provvedimento, atteso per lunedì in Aula, arriva in ritardo rispetto ai tempi previsti: inizialmente il termine dei lavori era stato fissato il 6 dicembre. Sciolti gli ultimi nodi politici più rilevanti, a partire dall`aumento della deduzione Irap fortemente voluto dalla Lega, passando per la riformulazione dell`emendamento sugli studi di settore, la Commissione ha trascorso l`intero pomeriggio ad esaminare gli emendamenti accantonati, votando svariati micro-interventi. E non sono mancati gli incidenti di percorso: il Governo è stato battuto sull`emendamento fortemente voluto dall`Udc per l`Alta commissione sulla spesa pubblica, appoggiato dall`opposizione e anche da un senatore di Forza Italia, Salvatore Lauro. «Arricchita» dall`emendamento fiscale, con gli sgravi Ire e le agevolazioni Irap per un totale di 6,5 miliardi l`anno, la Finanziaria arriverà lunedì mattina alle 11 nell`Aula del Senato dove l`attende, ormai certamente, la fiducia: il Consiglio dei ministri l`ha già autorizzata ed è stato convocato un vertice della CdL per mettere a punto il maxiemendamento (o i maxiemendamenti), del Governo. Secondo il ministro per le Riforme Roberto Calderoli, ricorrendo alla fiducia il via libera dell`Aula dovrebbe arrivare giovedì, al massimo venerdì della prossima settimana. Le ultime 24 ore sono servite a trovare la copertura all`emendamento sugli studi di settore che abolisce gli automatismi: 250 milioni nel 2005 e altrettanti nel 2006, reperiti con un taglio alla tabella C. Si è risolta la questione Irap, dopo un braccio di ferro della Lega che ha voluto elevare a 8mila euro la no tax area. È stato ripristinato il saldo netto da finanziare a 50 miliardi, dopo l`incidente di percorso della maggioranza alla Camera, battuta in Aula su un emendamento dell`opposizione che lo diminuiva. Tra le novità inserite dalla Commissione di Palazzo Madama anche la possibilità di estendere la cessione del quinto dello stipendio anche ai privati e il chiarimento sulla cessione delle strade: verranno cedute ad Ispa e i contestatissimi pedaggi ombra da pagare diventano ufficialmente pedaggi virtuali, che il Tesoro pagherà a Ispa come corrispettivo dell`investimento. Così, accanto a misure importanti, arriva l`ondata dei micro emendamenti sulle materie più disparate. Ottiene il via libera anche un emendamento sul pensionamento negli enti lirici: riguarda – ha calcolato la Ragioneria dello Stato – solo 15 persone l`anno. Il ministro dell`Economia Domenico Siniscalco si è raccomandato che «non passino gli assalti alla diligenza», ma il monito sembra cadere nel vuoto. Dopo il sì all`istituzione dell`Alta Commissione per il controllo della spesa pubblica, che ottiene anche il plauso del governatiore di bankitalia, Antonio Fazio, il relatore, l`unico che può proporre nuovi emendamenti dopo la scadenza dei termini di presentazione, porta un pacchetto di 31 pagine: è fitto di modifiche che raccolgono le proposte della maggioranza e che hanno già ottenuto l`avallo del Governo. Passa così l`azzeramento del monte ore della cassa integrazione per le imprese dell`indotto auto, la ripartizione dei fondi delle calamità a Marche, Umbria, Brescia, ai quali viene aggiunta anche l`alluvione della Sardegna, e norme per la copertura degli organici degli ufficiali giudiziari che, nel rispetto del blocco del turn over, potranno utilizzare comunque i vincitori e gli idonei di un concorso del 2002. C`è l`estensione al commercio della legge 46 per l`innovazione delle imprese: è quella che consentirà i carrelli telematici dei supermercati, ma ci sono anche una ridda di micro-interventi la cui mole rischia quasi di nascondere le misure più importanti. Caro-bollette in vista, allarme dell`Authority – Non basta il caro-greggio. A pesare sulle bollette degli italiani rischia di piombare anche una norma della Finanziaria. La denuncia arriva dall`Authority per l`energia che ha preso carta e penna e scritto una segnalazione a Parlamento e Governo mettendo in guardia sui rischi di alcune misure contenute nella manovra 2005. Misure che – rileva l`organismo guidato da Alessandro Ortis – rischiano di vanificare l`azione di contenimento dei costi del`energia, anche in vista del prossimo aggiornamento trimestrale del primo gennaio prossimo. Prelevare – come prevede la Finanziaria – 100 milioni di euro dal fondo finanziato da una voce della tariffa elettrica pagata dagli utenti e destinato alla Sogin – la società che gestisce lo smaltimento dei rifiuti nucleari – significherebbe infatti aprire la strada ad un possibile ulteriore aumento della relativa voce nelle bollette. L`appunto alla Finanziaria che arriva dal team che vigila sul settore energetico riguarda anche altri aspetti. Va chiarito – si chiede – che l`Authority per l`energia sia espressamente esentata dalla regola del 2% (il tetto alla spesa pubblica). Con l`occasione l`autorità coglie anche la palla al balzo per rilanciare un altro cavallo di battaglia: quello delle oblazioni. L`organismo è contrario che se ne possano avvalere gli operatori ed i soggetti a cui è stata inflitta una sanzione per malfunzionamenti o inadempienze nel servizio elettrico o del gas. E ricorda che una multa ridimensionata – l`opzione oblazione prevede la chiusura dei dossier grazie al saldo del solo doppio del minimo della multa inflitta – rischia di perdere il suo carattere deterrente. Nel caso del blackout del 28 settembre del 2003 – quello che fece sprofondare l`Italia al buio quasi per un intera giornata – la possibilità di oblazione porterebbe eventuali multe ad una cifra «irrisoria» di 50.500 euro. L`Autorità chiede quindi che – con lo strumento della legge di bilancio – sia inserita una norma che impedisca l`opzione oblazione per le multe da lei inflitte. E, ancora, che almeno il 50% dei proventi risultanti da sanzioni al settore siano destinate ad un fondo mirato agli utenti, da gestire con il «contributo» delle associazioni dei consumatori. Ogni anno – riferiscono fonti di settore – le bollette italiane coprono 7,5 miliardi di voci, tra costi, prezzi e sovrapprezzi, che nulla hanno a che vedere con il vero costo della luce, della sua produzione, distribuzione, trasporto e gestione. E mentre la segnalazione dell`Authority è stata recapitata alle Camere ed alla Presidenza del Consiglio, non sono tardati i commenti. A cominciare da quelli dei consumatori dell`Intesa: Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori «respingono ogni ipotesi di aumento delle bollette». E l`Adiconsum parla di «balzelli».

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