13 Ottobre 2004

FINANZIARIA 2004: BASTERANNO DECENNI PER RIPARARE I GUASTI DI UNA FINANZA CREATIVA ?

CARO-PREZZI: MENTRE IL GOVERNO VARA UNA FINANZIARIA D?AZZARDO, POGGIANDO POSTE IMPORTANTI DI BILANCIO SU ENTRATE ALEATORIE COME GIOCHI, CASINO, LOTTO E LOTTERIE.. ..INTRODUCENDO PATRIMONIALI MASCHERATE CON STANGATE DIRETTE (RC CASA E PEDAGGI STRADALI) ED INDIRETTE (TARSU, ICI)..

..ASSEGNANDO AI COMUNI IL RUOLO DI ESATTORI, L?AUMENTO DEL DEFICIT (3,5 PER CENTO SUL PIL) LA GELATA SUI CONSUMI ALIMENTARI, L?ALLARME COMPETITIVITA?..
..CONFERMANO IL DECLINO DEL PAESE E L?IMPOVERIMENTO COSTANTE DI MILIONI DI CONSUMATORI CHE TIRANO LA CINGHIA, COSTRETTI AD INDEBITARSI PER POTER ARRIVARE A FINE MESE !
BASTERANNO DECENNI PER RIPARARE I GUASTI DI UNA FINANZA CREATIVA ?

Mentre il Governo vara una finanziaria d?azzardo, basando importanti poste di bilancio su entrate aleatorie come giochi,lotto e lotterie ed addirittura i Casinò, per spillare in maniera quasi indolore i quattrini ai cittadini sempre più indebitati che ripongono nella cabala la speranza di una vita migliore, rovinando letteralmente migliaia di incalliti giocatori ?lotto-dipendenti?, il World Economic Forum suona l` allarme competitività per l` Italia. Il Belpaese perde terreno nella classifica mondiale stilata dagli esperti che danno vita al Forum di Davos. Scivola al 46/mo posto dal 41/mo posto del 2003 nella classifica che “misura“ le potenzialità di ben 104 paesi. Rimane così dietro non solo ai suoi naturali competitor come Regno Unito, Germania, Spagna e Francia, ma anche al Botswana, che si piazza al 45/mo posto, e alla Cina, che ci supera di misura, di un solo posto.

La classifica, che elabora i dati di un sondaggio condotto dal World Economic Forum tra 8.700 business leader del mondo, non si ferma alla sola graduatoria generale. Indica anche i fattori di “svantaggio“, consentendo così una più attenta valutazione. Per l` Italia – si scopre – pesano il livello delle tasse (che ci vede 100/mo posto) e la burocrazia (al 103/mo posto su 104 paesi) ma anche la criminalità organizzata (90/mo) e la spesa delle imprese in ricerca e sviluppo (70/mo posto), carico fiscale (100/mo posto). Ma tra gli svantaggi vengono considerati anche la flessibilità nei contratti. Tra gli indicatori macro economici il primo posto e` conquistato dalle aspettative di recessione (97/mo posto), la criminalità organizzata, l` accesso al credito, mentre nel settore affari viene indicata come criticità la scarsa spesa delle società in ricerca e sviluppo. L?unico vantaggio competitivo, con l? indice più alto l` Italia lo conquista per la presenza di telefonini (che ci pone al quarto posto).

Mentre le alchimie statistiche, nonostante “caro prezzi“ e “caro petrolio“, continuano a fotografare una situazione tranquillizzane registrando un?inflazione “virtuale“ in diminuzione, le famiglie italiane, alle prese con la più grave crisi dal dopoguerra, costrette a tirare la cinghia per sbarcare il lunario, ad indebitarsi con banche finanziarie e società esercenti le carte di credito, attingendo ai pochi risparmi scampati agli scandali finanziari quali Cirio, Argentina, Parmalat, My Way e For You, ecc., o impegnando ai Monti di Pietà i beni di famiglia, hanno subito rincari spesso a 2 cifre negli ultimi 12 mesi, per beni e servizi di prima necessità, che si aggiungono ai pesanti disagi.
Situazione destinata a peggiorare con la nuova Finanziaria, che determinerà ulteriori aggravi di spesa per le famiglie italiane come da tabella sotto riportata:


Codacons


Non basteranno decenni per riparare i guasti procurati all?economia del paese ed ai consumatori da un governo la cui finanza allegra e creativa ha arricchito con il pretesto dell?euro pochi a danno di molti. E mentre la legge sul risparmio resta al palo per le resistenze dei poteri forti venendo approvata virtualmente 2 volte al giorno dal presidente della Camera Casini, i grandi mezzi di informazione, posseduti per lo più dalle banche, lodano e ci intrattengono con dovizia di dettagli e particolari sulla bravura dei manager competenti, gli stessi che hanno prodotto i crack finanziari mettendo sul lastrico 850.000 risparmiatori per un controvalore di 37,5 miliardi di euro, omettendo di raccontare le vessazioni e gli ordinari soprusi, anche per il semplice accesso al credito, che gli istituti di credito riservano alla clientela.

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