16 Aprile 2011

“Finanziamo l’ attività venatoria coi soldi del consorzio di bonifica”

«Finanziamo l’ attività venatoria coi soldi del consorzio di bonifica»
 

UN PIANO Faunistico Comunale da affiancarsi a quelli di Provincia e Regione per affrontare concretamente le problematiche del mondo venatorio che per Fucecchio non è solo l’ esercizio di uno sport bensi’ una significativa risorsa, col noleggio ad esempio delle "botti" e dei barchini, a integrazione delle attività agricole per le aziende dell’ area del Padule per lo piu’ a gestione familiare. Un Piano auspicato nel corso di un incontro al centro "Assia" di Galleno fra i cacciatori, gli imprenditori agricoli, i proprietari e i consiglieri d’ opposizione guidati dal capogruppo Mario Lupi. Sottolineando il ruolo che gli stessi cacciatori hanno per la salvaguardia del territorio e soprattutto delle sue peculiarità ormai storiche, si è insistito anche sulla necessità di reinvestire nelle complesse articolazioni di supporto all’ esercizio venatorio parte, almeno, delle risorse che il Consorzio di Bonifica del Padule trae da un’ impositività costantemente in crescita e non sempre legittima. A questo proposito sono stati richiamati i principi stabiliti dalla Corte di Cassazione nelle sentenze del 1984, 1996 e 2007, sulla richiesta dei tributi che devono corrispondere a un beneficio per la singola proprietà tassata. E che in caso di contestazione pongono –come ha ribadito Lupi- l’ onere della prova contraria a carico del Consorzio. Fermi restando i vari ricorsi giudiziari con richiesta di risarcimento patrocinati dall’ avvocato Sabrina Ramello, legale di Codacons, l’ associazione di consumatori che ha sede anche a Fucecchio, dopo gli allagamenti nell’ area industriale di Botteghe, c’ è anche la necessità di riconsiderare le stesse iscrizioni a ruolo che qui sono per il 67 per cento extra-agricole, cioè di proprietari di fabbricati e d’ appartamenti, magari nel centro storico, e solo per il 33 di quelli dei terreni che traggono i maggiori benefici dagli interventi consortili di regimazione idraulica. Tutto cio’ a differenza di quanto si verifica in altre regioni dove il gettito delle imposizioni extra-agricole è minimo se non inesistente. I tributi richiesti dal Consorzio del Padule inoltre sono eccessivi, agganciati ai redditi catastali e non ad un’ equa ripartizione dei costi di gestione di un organo regolato dalla legge 34/94 e che sta per essere modificata dalla Regione, con troppi consiglieri nominati dagli enti locali con una spartizione politica e pochi, invece, eletti dai contribuenti in base a un meccanismo che non lascia comunque spazio a una reale partecipazione. Infine, è stata unanime la richiesta di eliminare le sovrapposizione di competenze nella gestione del territorio fra i vari organismi statali, regionali, provinciali e locali che portano anche a una molteplicità di tasse per lo stesso servizio.
 

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