11 Ottobre 2018

«Finanziamento troppo esoso» Il Codacons salva una piacentina

Il Tribunale ha ordinato la restituzione dell’ importo di 10.756 euro alla malcapitata Un finanziamento, della durata di dieci anni, che obbligava la consumatrice alla restituzione di un importo addirittura superiore al 100 percento di quello erogato. La malcapitata cittadina piacentina, però, si è vista restituire l’ intera somma di di 10.756 euro affidata nel novembre 2011 alla società finanziaria “Fiditalia” (oltre al rimborso delle spese legali), dopo una lunga contesa legale. A comunicarlo è l’ associazione Coda cons, che – con gli avvocati Bruno Barbieri e Cristina Balteri – ha rappresentato e difeso l’ associata. «A fronte dell’ erogazione di 10.756 euro – spiega in una nota ufficiale il Codacons -, al termine del contratto l’ importo restituito alla finanziaria sarebbe stato pari a 21.720 euro. I costi complessivi sostenuti dal consumatore per avere l’ erogazione della somma chiesta a finanziamento ammontavano, infatti, a 10.963 euro, quindi addirittura superiore di 210 euro rispetto alla somma ottenuta in prestito». Il tribunale di Piacenza ha così ritenuto di aderire all’ orientamento prevalente avanti alla Corte di Cassazione, secondo la quale «Ai fini della valutazione dell’ eventuale natura usuraria di un contratto di mutuo, devono essere conteggiate anche le spese di assicurazione sostenute dal debitore per ottenere il credito». Un’ altra battaglia vinta da parte di Codacons: «Abbiamo fatto storia perché ogni giorno ci battiamo contro le ingiustizie di un sistema finanziario spesso preva ricatore, comunque sempre indifferente alle necessità dell’ utenza e dei consumatori». Nel comunicato stampa viene riportata la chiosa del giudice Filippo Ricci: «Banca d’ Italia e MEF da una parte e i giudici dall’ altra, in materia di usura, hanno compiti diversi come ben diverse e non necessariamente concordi sono le funzioni assegnata all’ ordinamento giuridico al tasso medio e al tasso soglia antiusura». Il tasso soglia è il limite massimo stabilito trimestralmente per le varie categorie di finanziamento. Se un ente creditore supera tale soglia, si è di fronte ad un caso di usura sugli interessi applicati. Una decina di giorni fa, inoltre, sono state emesse due sentenze dal tribunale di Parma in materia di investimenti finanziari a favore degli associati contro alcuni istituti bancari. _T.T. A Sopralluogo nella struttura che sta sorgendo in via Primo Maggio Accompagnamento a una «fascia di normalità» e non assistenzialismo. Con questo presupposto, a dicembre verrà inaugurato l’ emporio solidale di via Primo Maggio e nei primi giorni del 2019 la nuova struttura per i cittadini poveri verrà attivata a pieno regime. Ieri, Libertà e Telelibertà hanno effettuato un sopralluogo esclusivo nel cantiere, accompagnati dai responsabili dei lavori e dal presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano Massimo Toscani. L’ emporio – ideato con lo scopo di contrastare la crisi economica – sta prendendo corpo a ritmo spedito. Gli oltre tremila metri quadri sono divisi in due capannoni: uno dedicato agli alimentari e prodotti per la casa (in cui saranno presenti volontari e operatori qualificati), l’ altro ai mobili e l’ arredamento (gestito dalla Caritas, con laboratori di verniciatura e falegnameria). Il negozio sarà rivolto esclusivamente a un tar get di persone in momentanea difficoltà economica. La Fondazione di Piacenza e Vigevano ha stanziato ingenti risorse economiche per la sua realizzazione, credendo – come spiega Toscani – di «arrivare ad assistere a rotazione almeno trecento famiglie all’ anno». _T.T.

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