13 Maggio 2020

Finanziamento negato alla profumeria, scatta la diffida

LA STORIA MARENO DI PIAVE Negozio chiuso per due mesi e mezzo e finanziamento negato. Succede alla profumeria Lyss di via Verri. Donatella Dal Mas, la titolare, si è vista negare da un istituto di credito con filiale a Conegliano il finanziamento previsto dal cosiddetto decreto liquidità varato dal governo l’ 8 aprile scorso che prevede garanzie pubbliche per favorire l’ accesso al credito di imprese piccole, medie e grandi. Si è rivolta al Codacons che ha diffidato la banca e chiesto l’ intervento del prefetto e della Regione. LA VICENDA Nel 2018 l’ attività ha chiuso il bilancio con un utile di esercizio. Si è fermata il 22 febbraio scorso. «In questo contesto scrive Franco Conte, presidente di Codacons Veneto nella denuncia – provvidenziale e decisivo è poter attivare la linea di credito garantito 100% dallo Stato». Il Codacons riferisce che «la domanda è stata presentata il 21 aprile scorso per avere il finanziamento di 25mila euro (a fronte di una perdita di fatturato di 60mila)». Una prima difficoltà è emersa per moduli inadeguati. Il 4 maggio la banca avvertiva l’ interessata che, vista la vecchia segnalazione di una sofferenza chiusa comunque due anni addietro con un’ altra banca, «i tempi sarebbero stati più lunghi perché più persone dovevano valutare la posizione». L’ 11 maggio, hanno notificato che il finanziamento veniva rifiutato senza una specifica motivazione. Per il Codacons, «richiamata la ratio della norma sul credito garantito, il rifiuto appare ingiustificato oltre che immotivato» e se «non si interviene tempestivamente, – sottolinea Conte – comporterà di certo la cessazione dell’ attività». La vicenda non è isolata e «ci vengono segnalati diniego di finanziamento o utilizzo dell’ emergenza per finalizzare linee di credito tradizionali, con costi e garanzie dissanguanti» aggiunge Codacons. L’ AFFONDO Per questo se ne è fatto carico e oltre a diffidare la banca perché revochi il rifiuto e proceda all’ erogazione del finanziamento, porta la questione all’ attenzione del Prefetto di Treviso «perché provveda a tutelare la corretta applicazione della norma dando un segnale forte ed autorevole» e al presidente della Regione «perché presti attenzione al disastro sociale a seguito della disapplicazione di questo intervento urgente per finanziare le microimprese». Chiama inoltre in causa la direzione regionale di Banca d’ Italia «perché utilizzi tutti i suoi poteri ispettivi per tutelare il bene comune che è ogni impresa ed il diritto dell’ imprenditore di essere assistito». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
elisa giraud

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