FINALMENTE SI E` SVEGLIATA ANCHE L`ISTAT
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fonte:
- Il Giorno
Dopo anni di battaglie condotte dai consumatori contro le rilevazioni sull`inflazione ritenute molto distanti dalla realtà, ieri è arrivata la conferma che fare la spesa costa sempre di più. Perché se è vero che a gennaio il dato ufficiale dell`inflazione mostra un preoccupante più 2,9% su base annua, l`indice dei beni acquistati tutti i giorni è quasi il doppio: un più 4,8%. Un maxi rincaro che, parola dei vari Codacons, Adusbef, Adoc, sarebbe ancora ben lontano dalla realtà. SE NON è il caso di ricombattere la guerra delle cifre, il paniere della spesa misurato dall`Istat non solo ci dice che l`inflazione è tornata a correre con forza (si tratta del livello più alto dal 1997) ma anche che sarebbe il caso di affinare meglio gli indici del carovita producendo davvero un paniere attendibile anche per misurare gli aumenti salariali (come chiedono i sindacati) e quindi riprendere quel potere d`acquisto eroso dall`euro. Se viene da chiedersi perché solo adesso si ragiona sul paniere della spesa (quasi fosse uscito per magia dal cilindro dell`Istat) quel che è certo è che i beni ad alta frequenza d`acquisto (che rappresentano il 39% del paniere generale) mostrano una preoccupante fiammata. L`allarmismo, ha ragione Mister Prezzi, alias Antonio Lirosi, produce solo danni perché più si parla di aumenti, più i prezzi salgono, in una sorta di spirale collettiva. Ma misurare i rincari reali e non quelli virtuali (per determinare anche e soprattutto le politiche salariali) è un dovere pur sapendo che le medie dell`inflazione non riusciranno mai a fotografare la perdita del potere d`acquisto di ciascun italiano. Perché l`inflazione spesso è soggettiva. Così il rincaro della spesa, dal pane alla pasta, dal latte alla frutta, pesa su tutti ma ancor di più sul bilancio di una famiglia a basso reddito o di un anziano che non possono controbilanciare questi aumenti con il minor costo di un pc, un televisore al plasma o un volo low cost! Ma proprio partendo da questo nuovo, preoccupante dato dell`Istat, si può pensare, con l`apporto di tutti (produttori, commercianti, consumatori) di migliorare la filiera distributiva, di aumentare la concorrenza, di combattere le speculazioni. Imitando esempi come quello delle Marche dove insieme è stato varato per sei mesi il blocco dei prezzi di un paniere di prodotti. E segnalando (perchè no?) chi specula a Mister Prezzi. Consapevoli che quando ci siamo distratti, leggi arrivo dell`euro, ne abbiamo pagato le carissime conseguenze.
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