28 Giugno 2013

Finalmente i camici bianchi ritireranno i vaglia coi soldi della specializzazione

Finalmente i camici bianchi ritireranno i vaglia coi soldi della specializzazione

Si chiude oggi a Bologna «la spinosa questione dei medici specializzati portata in Tribunale dal Codacons, con i giudici che hanno riconosciuto i diritti dei camici bianchi e lo Stato condannato a pagare i compensi finora mai corrisposti». L’ annuncio è del Codacons che, in una nota, spiega: «La Banca d’ Italia ha versato ai camici bianchi – una cinquantina a Modena – i compensi da loro mai percepiti per gli anni di specializzazione, in ottemperanza alle sentenze ottenute dal Codacons per conto di 352 medici residenti in Emilia-Romagna che hanno scelto di essere difesi dall’ associazione, e che domani ritireranno ufficialmente i relativi vaglia». Per la precisione, oggi, alle 16, i 352 camici bianchi sfileranno a Bologna e ritireranno all’ Auditorium Enzo Biagi di Sala Borsa i vaglia per i loro anni di specializzazione: a testa si tratta di circa 40mila euro, per un valore totale di 14 milioni. Parteciperanno all’ incontro il presidente nazionale Codacons, Carlo Rienzi, e quello regionale Bruno Barbieri. Per l’ occasione, il Codacons fornirà le istruzioni a tutti gli specializzati dell’ Emilia-Romagna su come ottenere analogo risarcimento: del resto, ora c’ è il ?precedente’ favorevole. E’ arrivata proprio in questi giorni la decisione della Corte d’ Appello di Roma che «non solo ha rigettato il ricorso presentato dallo Stato, ma ha anche aumentato il valore del risarcimento per i camici bianchi, ordinando di pagare a questi medici altri 4.400 euro per ciascun anno del corso di specializzazione frequentato, che si vanno così ad aggiungere ai 6.713 euro di indennizzo già disposti in primo grado», canta vittoria il Codacons. I medici dell’ Emilia-Romagna, assistiti dal Codacons, ritireranno così oggi «la cifra complessiva di 14 milioni di euro, cui dovranno aggiungersi nelle prossime settimane altri nove milioni di euro circa derivanti dalla sentenza della Corte d’ Appello», spiega ancora l’ associazione di difesa dei consumatori che rivendica di aver avviato «da anni una battaglia legale» per far ottenere a questi medici «le remunerazioni loro spettanti, riconosciute anche da una direttiva della Comunità europea, ma mai corrisposte dallo Stato».

 

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