9 Aprile 2019

«Finalmente è stata trovata una soluzione Ora i rimborsi»

conte (codacons): l’ obiettivo è però il 100% del valore ugone (noi che) «ho votato no, due pesi e due misure»
Roberta Paolinipadova. Il Decreto rimborsi forse finalmente ha terminato la sua odissea. Ieri a Roma le associazioni dei risparmiatori, ex azionisti e obbligazionisti delle due popolari venete in liquidazione coatta amministrativa e delle quattro popolari andate in risoluzione a fine 2015, si sono seduti nuovamente davanti al Premier Giuseppe Conte. Incaricato di trovare la mediazione sul testo che stabilisce le modalità di indennizzo degli investitori. Alla fine, nonostante Luigi Di Maio in mattinata ancora, dal Vinitaly, bocciava in maniera perentoria la via dell’ arbitrato, la “soluzione Tria” della faccenda è stata accettata da quasi tutte le associazioni. Contrari solo Luigi Ugone di Noi che credevamo e Andrea Arman del Coordinamento Don Torta. La proposta portata ieri nella Sala Verde di Palazzo Chigi davanti a 17 associazioni è quella già negoziata con l’ Europa e prevede il doppio binario. «Quando hanno detto che con questo aggiustamento la norma avrebbe coperto il 90% dei risparmiatori con un rimborso praticamente automatico non ne ero convinto. Ma avendo modificato i paletti: da Isee a reddito imponibile a 35 mila euro e 100 mila euro di investimenti mobiliari, io credo che le previsioni fatte dal Ministro Tria e dal premier Conte siano molto vicine alla realtà. Non tutto il male viene per nuocere, se riusciranno a far andare avanti il testo avranno fatto una cosa eccezionale, una grande operazione e siamo tranquilli perché è stata ottenuta con l’ ok dell’ Europa» commenta Patrizio Miatello, di Ezzelino da Onara. «Finalmente volge alla fine il lungo percorso che vede protagonisti i risparmiatori privati dei propri risparmi dalle liquidazione di alcuni istituti di credito» ha aggiunto Fulvio Cavallari di Adusbef. Precisando: «Ora le associazioni dei risparmiatori coordinate dal Prof Bettiol, auspicano tempi rapidi nell’ attuazione dei rimborsi». Gli impegni presi oggi dal Premier Conte sono stati accolti positivamente anche da Giovanna Capuzzo di Federcosumatori. «Che la legge istitutiva del Fir fosse da rivedere era quanto la nostra associazione ha chiesto dalla sua approvazione – spiega -. Le misure che saranno contenute nel nuovo decreto legge potranno dare finalmente una risposta concreta ai risparmiatori perché al riparo da qualsiasi contestazione da parte dell’ Europa». Anche se Capuzzo non rinuncia ad una stoccata polemica: «Inutile sottolineare comunque quanto, oggi più che mai, le promesse da campagna elettorale e alcune recenti dichiarazioni siano lontane anni luce dai provvedimenti concreti». «Occorre partire subito con l’ erogazione degli indennizzi perché i risparmiatori attendono da 6 anni giustizia – afferma Franco Conte, presidente Codacons Veneto – Il nostro obiettivo, tuttavia, è di giungere a rimborsi che coprano il 100% delle perdite, perché il risparmio deve essere tutelato interamente e i paletti introdotti dal Governo non appaiono in alcun modo giustificati». Voce fuori dal coro invece quella di Ugone, che non ha mai fatto mistero di non ritenere il doppio binario una via giusta. «La norma io non l’ ho letta quindi non mi prendo la responsabilità di votare una cosa che non ho letto» ha affermato ieri uscendo da Palazzo Chigi. «Noi non siamo stati chiusi a nulla. Abbiamo solo osservato che ci sono due pesi e due misure in Italia e in Europa». Oggi le carte dovrebbero arrivare sul tavolo del Consiglio dei Ministri. E incrociando le dite forse si riuscirà, dopo 11 mesi di promesse, finalmente a toccare terra. – BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.

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