Filobus, mezzi fermi ma i pali diventano il “nido” degli uccelli
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fonte:
- Corriere del Mezzogiorno
LECCE – I fili del filobus di Lecce? Buoni come punto di appoggio per gli uccelli. Come documenta con alcune fotografie il Codacons. L’ opera, costata circa 23 milioni di euro con finanziamenti di Comune, Regione e ministero, è pronta, ma non ancora funzionante, nonostante gli annunci. A sinistra Peyla della Sgm, sopra gli uccelli sui fili del filobus La denuncia Come se non bastasse la vivace polemica politica sul filobus, sulla sua «inutilità» e sui ritardi nell’ avvio del servizio, adesso arriva l’ intervento dell’ associazione dei consumatori che decide di sbeffeggiare un po’ l’ amministrazione comunale. Commentando delle foto quanto mai esplicative di decine e decine di uccelli posati sui fili che sovrastano il cielo leccese, Luisa Carpentieri, responsabile della sede locale del Codacons, scrive ironicamente: «I volontari del Codacons di Lecce sono riusciti a entrare in possesso di un importante documento fotografico nascosto nei cassetti segreti dell’ assessorato al Traffico del Comune di Lecce. E’ un documento importante che spiega perché l’ assessore Giuseppe Ripa sembrava avesse tentennamenti nell’ avviare il servizio di trasporto pubblico del filobus. In realtà i presunti tent e nnamentiavevano c o me obiettivo quello di realizzare non il filobus, ma il Filo B.U.S., cioè il Filo Bivacco per Uccelli Selvaggi. Si tratta di un importantissimo progetto venatorio, il primo del genere in Italia, secondo il quale bisogna fornire gli uccelli selvaggi di un filo dove bivaccare e trovare ristoro, al fine anche di renderli facile bersaglio per cacciatori un po’ pigri». Il tono diventa poi più serio: «Arrivati a questo punto – aggiunge Carpentieri -, l’ opera deve funzionare e funzionare bene e non dovrà essere avviata e tenuta in vita solo qualche settimana per salvare la faccia e le responsabilità contabili e/o penali di questo o quell’ amministratore che, sordo alle richieste provenienti della città, si è incaponito nel voler realizzare un’ opera mastodontica che non realizzava l’ obiettivo di tener fuori le auto dalla città». Il contenzioso Il filobus è ora al centro anche di un contenzioso tra le ditte costruttrici, che chiedono il saldo del pagamento, e l’ amministrazione comunale, che si vede negato dall’ associazione temporanea di imprese il contratto di manutenzione, indispensabile alla Sgm, la società di mobilità urbana della quale è presidente l’ ex assessore Gianni Peyla, per avviare il servizio. Tanto che il sindaco, Paolo Perrone, ha annunciato di aver avviato la ricerca di soluzioni alternative.
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