FIGLIA TOTTI IN BIKINI: MOIGE DENUNCIA GENTE ALL’ORDINE
CODACONS: MOIGE SI ATTIVA SOLO SE IL CASO È MEDIATICO, CHE VERGOGNA
NON SOLO SESSUALIZZAZIONE SULLE RIVISTE DI GOSSIP. LA VERA VERGOGNA SONO LE FOTO DEI BAMBINI USATI PER VENDERE PRODOTTI E FARE SOLDI
MIGLIAIA DI IMMAGINI CONDIVISE ONLINE SENZA RIGUARDO PER I DIRITTI DELL’INFANZIA, LE LEGGI E LE CONVENZIONI INTERNAZIONALI
APPELLO DEL CODACONS AI GENITORI: NON PUBBLICATE FOTO SUI SOCIAL, UNA FORMA DI VIOLENZA E GRAVE RISCHIO FINISCANO SUI SITI PER PEDOFILI
ECCO ALCUNI ESEMPI SU CENTINAIA DI CASI CHE MERITEREBBERO LA SOSPENSIONE DELLA POTESTÀ GENITORIALE
Mentre il Moige si attiva solo in occasione di casi mediatici, mantenendosi assente e silente in uttti gli altri, il Codacons torna sullo scontro nato a seguito della pubblicazione delle foto della figlia di Totti su una nota rivista di gossip, e richiama l’attenzione del mondo dell’informazione sul gravissimo problema dell’utilizzo di minori sui social.
L’Associazione lancia un appello ai genitori affinché evitino la pubblicazione di fotografie dei propri figli sui social: una “leggerezza” che può costare molto, molto, cara. Il rischio, infatti, è che tali foto vengano diffuse e pubblicate su siti terzi, anche – purtroppo – frequentati da, o rivolit a, pedofili.
La giurisprudenza ritiene, non a caso, che la pubblicazione delle foto di minorenni sui social violi le norme in materia di tutela della privacy e quelle della Convenzione di New York sui diritti del fanciullo. Ciò poiché “costituisce comportamento potenzialmente pregiudizievole, in quanto determina la diffusione delle immagini fra un numero indeterminato di persone, conosciute e non, le quali possono essere malintenzionate e avvicinarsi ai bambini”.
Da questo punto di vista, un capitolo a parte riguarda la pubblicazione di foto online per fini di marketing: una prassi ormai diffusissima, e finalizzata alla vendita di prodotti di ogni tipo. Insomma, l’ennesima trovata per fare soldi, alla faccia dei diritti dell’infanzia. Invece, web influencer e vip vari, sempre più spesso, pubblicano sulle pagine Instagram e Facebook foto dei propri figli, bambini e neonati, in totale spregio della normativa vigente. Per questo, il Codacons ha deciso di diffondere alcune di queste foto – ovviamente, tutelando l’identità del minore – tra le centinaia che sarebbero passibili di provvedimenti e, magari, della sospensione della potestà genitoriale. E sempre per questo, nei mesi scorsi, l’associazione aveva presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Roma e ai garanti della Privacy e dell’Infanzia, corredato da un dossier di foto reperite su Instagram, nelle quali compaiono minori in pose o situazioni inadeguate – come l’immagine postata da due noti personaggi che, svestiti, si baciano sulle labbra mentre il bambino, stretto tra la coppia di genitori, tiene il dito nella bocca della madre.
Nella denuncia si legge:
“Sulle piattaforme web sono sempre più di sovente pubblicati contenuti che immortalano minori, finanche neonati, ritratti talvolta seminudi o in pose o situazioni ambigue ed allusive, con il risultato di trasformare gli spazi virtuali in un postribolo in cui i più piccoli potrebbero rimanere vittime dell’illecito trattamento dei propri dati personali, nonché, ancor peggio, di fattispecie di reato ben più gravi. Immagini che immortalano minori in tenera età, senza l’adozione di alcun tipo di accorgimento, ai soli fini esibizionistici o di lucro.
Come rappresentato da moltissimi psicanalisti interrogati sul tema, i bambini, una volta cresciuti e alle prese con la propria rete sociale, su quelle piattaforme, si ritroveranno dotati di un fardello di contenuti digitali impropriamente pubblicati nel corso degli anni dai genitori. Senza, ovviamente, che il soggetto più importante della relazione – il bambino – abbia avuto alcuna possibilità di dire la sua”.
Ora il Codacons porta avanti l’impegno avviato con una lettera indirizzata a METER ONLUS, Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, AGCOM, AGCM, Istituto Superiore di Sanità, Ministeri della Salute, dello Sviluppo Economico, del Lavoro e delle Politiche Sociali, e dell’istruzione, dell’università e della ricerca, Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, UNICEF e ai principali social network (Facebook, Twitter, Instagram). Nella nota si legge
“Se seri sono i rischi che l’uso dei minori sui social possa essere sintomatico di pratiche commerciali scorrette, e quindi di ipotesi di pubblicità indiretta o occulta, gravissimi ed irreparabili sono i danni provocati ai minori da condotte illegittime sia di chi posta le foto sui social che di chi, poi, le utilizza per fini illeciti e pedopornografici, ma non meno gravi e pregiudizievoli sono le corresponsabilità di chi, o quale proprietario dei server, o quale titolare del brand, o quale genitore/tutore, ha il dovere di assicurare la tutela dei minori e forme di controllo e/o ha il potere/dovere di agevolare i monitoraggi anche da parte di associazioni”.
Il Codacons chiede quindi di avviare un confronto tra istituzioni, aziende digital e parti sociali affinché all’interno di un tavolo tecnico, si possano realmente approfondire e affrontare le problematiche sopra denunciate. L’Associazione ha chiesto inoltre “ai soggetti che gestiscono direttamente o indirettamente o che comunque traggono vantaggi dalla gestione delle piattaforme social, di prevedere forme di controllo più efficienti, non obbligare gli utenti e le comunità monitorante a complicate azioni di segnalazioni”, agevolando così le azioni di contrasto nei confronti delle pratiche illecite riguardanti minori.
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