30 Dicembre 2015

Fiducia delle imprese, lieve calo a dicembre

Fiducia delle imprese, lieve calo a dicembre

MILANO La crisi politica internazionale, accentuata dagli attentati di Parigi, colpisce la fiducia di consumatori e imprese. Il leggero calo rilevato dall’ Istat a dicembre non mette in discussione, però, l’ andamento dell’ indice complessivo , che si mantiene sui livelli registrati nei mesi precedenti (scende da 118,4 a 117,6 per i consumatori, fatta 100 la base del 2010). La manifattura, soprattutto, si conferma in assoluto equilibrio, con un indice che scende da 104,4 a 104,1, una frenata molto più leggera rispetto a quella operata dall’ indice generale delle imprese, calato nello stesso periodo da 107,1 a 105,8. Nelle imprese manifatturiere rimangono inoltre stabili sia i giudizi sugli ordini sia le attese sulla produzione (rispettivamente a -11 e a 12), mentre i giudizi sulle scorte passano da 3 a 4. L’ indice del clima di fiducia sale a 102,4 da 101,6 nei beni di consumo e a 100,7 da 99,5 nei beni intermedi; scende a 109,8 da 113,2 nei beni strumentali. I giudizi sugli ordini migliorano nei beni di consumo e nei beni intermedi, ma peggiorano nei beni strumentali. Le attese sulla produzione migliorano nei beni di consumo e nei beni intermedi, ma peggiorano nei beni strumentali. Secondo le indicazioni derivanti dalle consuete domande trimestrali rivolte alle imprese manifatturiere che svolgono attività di esportazione, nel quarto trimestre migliorano i giudizi sul fatturato ma peggiorano le attese. Sale al 29% (dal 28 per cento) la quota delle imprese interpellate che lamenta la presenza di significativi ostacoli all’ attività di esportazione; tra questi, diminuiscono di importanza quelli legati ai costi, ai finanziamenti e alla burocrazia, ma aumentano quelli legati ad altri motivi. Negli altri macrosettori si evidenzia una crescita della fiducia tra i servizi di mercato (l’ indice passa da 113,8 a 114,3), mentre scende nelle costruzioni (a 114,8 da 121,4) e nel commercio al dettaglio (a 109,1 da 115). Per quanto riguarda, invece, i consumatori, tutte le stime delle componenti del clima di fiducia diminuiscono: il calo risulta maggiore per le componenti economica e corrente, i cui indici passano a 152,9 da 157,9 e a 109,1 da 11,6; la differenza è invece più contenuta per la componente personale (a 104,5 da 105) e futura (a 127,3 da 128. Peggiorano le stime sia dei giudizi, sia delle attese sull’ attuale situazione economica del paese. Nel giudizio dell’ ufficio studi di Confcommercio le «prospettive di ripresa» restano «immutate, è solo aggiustamento fisiologico». Il «lieve calo» per Confcommercio «non è un dato che deve suscitare particolari preoccupazioni in quanto entrambi gli indicatori si collocano, ormai da alcuni mesi, su livelli particolarmente elevati ed è quindi – spiega – fisiologico che si rilevino alcuni contenuti aggiustamenti che non sembrano indicare un peggioramento nelle prospettive di ripresa dell’ economia italiana». Anche il Codacons, infine, ritiene che «i valori comunque elevati della fiducia dei consumatori» facciano «ben sperare per il 2016». Secondo il giudizio dell’ associazione dei consumatori, il calo della fiducia «è da attribuire principalmente all’ effetto Parigi», ovvero all’ ondata di attentati avvenuti lo scorso 14 novembre in Francia. «Ne abbiamo avuto prova con lo svuotamento di ristoranti e locali – si legge in una nota di Codacones – e con il crollo delle prenotazioni nel settore turistico». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
matteo meneghello

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this