29 Luglio 2014

Fiducia delle imprese al top da 3 anni

Fiducia delle imprese al top da 3 anni

In Italia cresce la fiducia delle imprese, che risulta ai massimi da agosto 2011, e questo è un bene per la ripresa economica. La fiducia può sembrare qualcosa di impalpabile rispetto ai freddi numeri dell’ economia, e invece rappresenta un elemento psicologico essenziale: se non c’ è fiducia gli imprenditori non investono e non assumono. L’ Istat misura questo loro atteggiamento con regolari sondaggi, e dal più recente di questi risulta che a luglio l’ indice di fiducia è salito a 90,9 punti dagli 88,2 di giugno. Però la crescita non è uniforme: l’ indice aumenta soprattutto per le imprese dei servizi di mercato, le costruzioni e il commercio, ma è in lieve diminuzione nelle imprese manifatturiere. Nel commercio al dettaglio l’ aumento della fiducia è accompagnato da segnali concreti come il calo delle giacenze di magazzino. Peraltro Federconsumatori e Adusbef sottolineano che il balzo della fiducia dei commercianti «è paradossale di fronte alla grave contrazione della domanda», visto che «appena quattro giorni fa l’ Istat certificava un nuovo calo delle vendite»; i presidenti delle due associazioni, Rosario Trefiletti e Elio Lannutti, avvertono che l’ emergenza economica non è finita. Ironico e amaro il commento di Carlo Rienzi, presidente del Codacons: «La fiducia delle imprese sale perché è peggio di cosi non può andare». La Coldiretti segnala che in un quadro generale positivo li dato peggiore di tutti è quello delle imprese agricole. Qui « la fiducia cala per l’ effetto congiunto della crisi economica e del maltempo, che hanno ridotto i consumi a tavola e tagliato i prezzi pagati agli agricoltori fino al 50% per frutta e verdura estive rispetto allo scorso anno». Un po’ di ottimismo arriva dal rapporto dell’ ufficio studi dell’ Associazione bancaria, che vede «schiarite all’ orizzonte, sia sul piano economico sia su quello finanziario». È vero che quest’ anno il Pil aumenterà di poco (+0,3%) me nel biennio 2015-16 la crescita sarà fra l’ 1,3 e l’ 1,4% annuo. Così l’ Abi stima «un ritorno all’ espansione dei prestiti», stimolato anche da una nuova pioggia di utili sul settore (2,9 miliardi complessivamente) dopo le voragini del 2013.
luigi grassia
 
 

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