28 Maggio 2020

Fiducia dei consumatori, ISTAT: valore ai minimi dal 2013

 

L’ ISTAT torna con la sua indagine sul clima di fiducia dei consumatori , presentando i dati relativi al mese di maggio 2020 . Le stime indicano livelli storicamente bassi , con l’ indice di fiducia pari a 94,3 . Secondo quanto osservato dall’ Istituto Nazionale di Statistica, l’ emergenza sanitaria in corso continua, infatti, ad influenzare negativamente il clima di fiducia degli operatori economici: per i consumatori, in particolare, l’ indice raggiunge il valore più basso da dicembre 2013 . Il confronto dei dati di maggio con quelli relativi a marzo segnala flessioni per tutte le componenti del clima di fiducia dei consumatori; anche se la diminuzione è particolarmente marcata per il clima economico e corrente , mentre il clima personale e quello futuro registrano riduzioni più contenute . Il clima economico passa, infatti, da 94,4 a 71,9, il clima personale cala da 102,4 a 100,9, il clima corrente cade da 104,8 a 95,0 e il clima futuro decresce solo lievemente, passando da 93,3 a 93,1. ISTAT: scende fiducia dei consumatori Codacons: a rischio consumi nella Fase 2 “Il crollo della fiducia dei consumatori è un segnale pericolosissimo perché incide in modo diretto sulla propensione alla spesa delle famiglie. – Afferma il presidente del Codacons Carlo Rienzi , commentando i dati diffusi dall’ Istat – In questa delicata fase in cui i redditi sono stati erosi dal lockdown, la mancanza di fiducia dei cittadini circa il futuro personale e del paese porta a rimandare gli acquisti, con effetti dirompenti sui consumi e sull’ economia già in ginocchio”. “Per tale motivo – conclude Rienzi – è più che mai indispensabile che commercianti ed esercenti collaborino per invogliare le famiglie a spendere, riducendo i prezzi al dettaglio ed eliminando rincari legati ai costi di sanificazione e odiose “tasse Covid” imposte ai consumatori”. UNC: su fiducia dei consumatori giudizio sospeso Più cauta l’ associazione Unione Nazionale Consumatori . ” Giudizio sospeso sul clima di fiducia dei consumatori . Purtroppo, non avendo il dato di raffronto di aprile, quello di oggi non è per niente indicativo e significativo. Non è possibile sapere, infatti, se a maggio, con la Fase 2 iniziata il 4 del mese, il clima è risalito rispetto ad aprile, segnando un’ inversione di tendenza oppure ha continuato a scendere, seppur di poco. – afferma Massimiliano Dona, presidente dell’ Unione Nazionale Consumatori – perché allora la fiducia potrebbe tradursi in un ulteriore peggioramento delle già gravissime condizioni reali del Paese”.

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